Notizie e Circolari per la Professione

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Negli allegati di seguito pubblicati vengono comunicate le regole nazionali per la distribuzione del farmaco antivirale Paxlovid, a seguito dell'allargamento alla medicina generale. Viene, infatti, stabilito che, a partire dal 21 aprile 2022, anche i Medici di medicina generale possono prescrivere il farmaco antivirale Paxlovid (a base di nirmatrelvir/ritonavir) per il trattamento precoce della malattia da coronavirus 2019 (COVID-19).

Allegati:
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STORICO ESSENZIALE SULLA NORMATIVA IN TEMA DI VACCINAZIONI AI SANITARI

IN ALLEGATO SI TROVANO I DECRETI E LE CIRCOLARI INERENTI LA VACCINAZIONE DESTINATA AL PERSONALE SANITARIO E LE PRESCRIZIONI IN TEMA DI ESENZIONI POSSIBILI IN DEROGA ALLA STESSA.

PERIODO DI VALIDITà DELLA VACCINAZIONE PORTATO A 6 MESI, GIA' A PARTIRE DAL 15 DICEMBRE 2021 PER IL PERSONALE SANITARIO. Da intendersi che il professionista sanitario provvede ad effettuare prenotazione vaccinale al più presto e per le prime date utili trascorso l'intervallo minimo stabilito a partire dalla 2a dose o dalla dose unica post guarigione. 

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- PER LE CERTIFICAZIONI, QUANDO REALMENTE POSSIBILI SECONDO LE CIRCOLARI EMANATE DAL MINISTERO DELLA SALUTE AD AGOSTO 2021 (NN. 35309 e 35444), SI PREGA ATTENERSI ALLE BOZZE MESSE A DISPOSIZIONE DAL MINISTERO NELLE STESSE SUDDETTE CIRCOLARI.

- PER LE CERTIFICAZIONI VERDI ANCHE DA AVVENUTA GUARIGIONE SI PREGA ATTENERSI AL DECRETO-LEGGE 22 aprile 2021, n. 52.

- DOPO LA GUARIGIONE, SE RICHIESTO DALL'ORDINE, OCCORRE DOCUMENTAZIONE COMPROVANTE L’EFFETTUAZIONE DELLA CERTIFICAZIONE EMESSA O COPIA DELL'ATTESTATO DI GUARIGIONE PRODOTTO DAL PROPRIO MEDICO DI MEDICINA GENERALE (O NEI CASI DEI CERTIFICATI EMESSI PRIMA DEL DL 172 PRODOTTO DAL MEDICO VACCINATORE), ELABORATO SU MODELLO STANDARD E CHE RIPORTI QUANTE DOSI - SE GIÀ VACCINATI - SONO STATE EFFETTUATE PRIMA DELLA DIAGNOSI DI CONTAGIO OVVERO L’ATTESTAZIONE DEL DIFFERIMENTO CHE DEVE ESSERE RIGOROSAMENTE INTESO COME ACCERTAMENTO EFFETTUATO DAL MMG COME DISPOSTO DAL COMMA 2 DELL’ART.4 DEL DL N.44/2021.  La FNOMCeO, in merito alle dosi post-guarigione, con Com. 21 del 21 gennaio 2022 ore 18,30, comunica quanto segue:

"1) Per i sanitari che hanno contratto la malattia dopo la prima dose l’intervallo è di 5 mesi dalla diagnosi di infezione (Circolare Ministero della salute 6/12/2021).
2) Per i sanitari che hanno contratto la malattia entro il 14° giorno dalla somministrazione della prima dose di vaccino l’intervallo è di 6 mesi dalla diagnosi di infezione (Circolare Ministero della salute 6/12/2021).
3) Per i sanitari che hanno contratto la malattia dopo la seconda dose l’intervallo è di 5 mesi per fare la dose booster (Circolare Ministero della salute del 6/12/2021) raccomandata a 4 mesi (Circolare del Ministero della salute del 24/12/2021), anche se ancora non efficace, in quanto necessita di un’apposita ordinanza del Commissario straordinario per l’emergenza COVID – 19.

4) Rispetto ai sanitari mai vaccinati che abbiano contratto il virus si raccomanda una unica somministrazione di vaccino nel rispetto della seguente tempistica: • a far data da 3 mesi, quindi non prima, decorsi dalla data in cui hanno contratto la malattia, e preferibilmente entro i 6 mesi dalla documentata infezione (Circolare Ministero della salute 3/3/2021);
• preferibilmente entro i 6 mesi dalla data in cui hanno contratto la malattia e comunque non oltre 12 mesi dalla guarigione (Circolare Ministero della salute 21/7/2021).".

- NEL CASO IN CUI IL MEDICO DIFFIDATO SI TROVI NELLO STATO DI MALATTIA DA COVID, IL SANITARIO DEVE PRODURRE L’ATTESTAZIONE DEL DIFFERIMENTO CHE DEVE ESSERE RIGOROSAMENTE INTESO COME ACCERTAMENTO EFFETTUATO DAL MMG COME DISPOSTO DAL COMMA 2 DELL’ART.4 DEL DL N.44/2021. QUALSIASI ALTRO DOCUMENTO FORNITO NON LEGITTIMA L’ORDINE A NON PROCEDERE ALLA SOSPENSIONE.

 

LA FNOMCEO METTE A DISPOSIZIONE UN FACSIMILE DI AUSILIO AI MEDICI DI FAMIGLIA PER L'EROGAZIONE DI CERTIFICATI DI ESENZIONE O DIFFERIMENTO DALLA VACCINAZIONE. VEDASI ALLEGATI. GLI ESITI DEI TAMPONI NON RILEVANO NEI TERMINI DI CERTIFICAZIONE DI ESENZIONE O DIFFERIMENTO O GUARIGIONE, RAPPRESENTANDO, DI FATTO, LA BASE A DISPOSIZIONE DEL MEDICO DI MEDICINA GENERALE E DEL PAZIENTE PER IL SUCCESSIVO CERTIFICATO DI DIFFERIMENTO (SE ANCORA POSITIVI O GUARITI DI RECENTE) O DI GUARIGIONE. IL CERTIFICATO DI ESENZIONE PERMANENTE PUO' ESSERE RILASCIATO IN CONSIDERAZIONE DI SPECIFICHE PATOLOGIE RICOMPRESE NELLE CIRCOLARI DEL MINISTERO DELLA SALUTE E FACENDO MENZIONE DEL TIPO DI VACCINI PRESI IN CONSIDERAZIONE.

Allegati:
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Scarica questo file (82047_1.pdf)82047_1.pdf[ESENZIONI: PER QUALI PATOLOGIE, COME FORMULARLE, CHI LE EMETTE. 0035309-04/08/2021-DGPRE-DGPRE-P ]510 kB
Scarica questo file (82098_1.pdf)82098_1.pdf[Certif. di esenzione temporanea nei soggetti COVITAR.]305 kB
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Scarica questo file (84326_1.pdf)84326_1.pdf[somministrazione della dose di richiamo (booster) nei soggetti già vaccinati e con pregressa o successiva infezione da SARS-CoV-2.]292 kB
Scarica questo file (84677_1.pdf)84677_1.pdf[0059069-23/12/2021-DGPRE-DGPRE-P proroga esenzioni al 31 gennaio 2022]358 kB
Scarica questo file (84679_1.pdf)84679_1.pdf[0059207-24/12/2021-DGPRE-DGPRE-P - PRENOTAZIONE BOSTER DOPO 4 MESI DAL CICLO PRIMARIO!]]1049 kB
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Professionisti Sanitari: I TERMINI MUTANO; A PARTIRE DAL 15 DICEMBRE 2021 L'INTERVALLO TEMPORALE MINIMO E' 5 MESI, MENTRE QUELLO MASSIMO TRA UNA DOSE VACCINALE E L'ALTRA PASSA DA 9 MESI A 6 MESI PER TUTTO IL PERSONALE SANITARIO (art. 5 del DL 172 del 26 novembre 2021) "...completamento del ciclo vaccinale primario e, per i professionisti che hanno completato il ciclo vaccinale primario, della somministrazione della dose di richiamo e comunque non oltre il termine di sei mesi a decorrere dal 15 dicembre 2021.".- per le categorie non attenzionate dal decreto la validità è diversa: il nuovo obbligo riguardo l'intervallo di 6 mesi scatterà dal 1° febbraio 2022.
 
DAL 24 DICEMBRE: IL PERIODO MINIMO PER RIUSCIRE A PRENOTARE E/O FISSARE UNA DOSE VACCINALE PASSA INVECE DA 5 A 4 MESI PER EFFETTO DELLA CIRCOLARE "0059207-24/12/2021-DGPRE-DGPRE-P" DEL MINISTERO DELLA SALUTE.
 
Da intendersi che il professionista sanitario provvede ad effettuare prenotazione vaccinale al più presto e per le prime date utili trascorso l'intervallo minimo stabilito a partire dalla 2a dose o dalla dose unica post guarigione. 
 
 
Due sono le modalità di prenotazione:
 
1°) online sul sito della Regione Lazio, inserendo il numero della tessera sanitaria e scegliendo il centro vaccinale;
 
2°) tramite il proprio medico di famiglia che, volendo, potrà somministrare anche il vaccino anti-influenzale.
 
 
Allegati:
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Ricordiamo ai Gentili Iscritti e ai Cittadini che gli uffici dell'Ordine rimangono aperti al pubblico in presenza all'interno della sede solo su prenotazione, dietro appuntamento. Sarà sempre possibile, comunque, contattare gli impiegati, secondo i consueti orari di apertura al pubblico indicati nella sezione "orari e contatti", attraverso email e telefono. Molte informazioni e la modulistica si trovano già sul sito.

Ordinanza del Presidente della Regione Lazio 20 dicembre 2021, n. Z00025

in vigore dal 23 dicembre 2021

" 2. per tutta la durata della presente ordinanza, è disposto l’aumento della frequenza dello screening del personale sanitario e sociosanitario operante nelle strutture sanitarie, pubbliche e private prevedendo l’esecuzione di un test con periodicita’ non superiore ai 10 giorni, al fine di intercettare tempestivamente eventuali casi positivi, fermi restando gli ulteriori obblighi previsti dalla stratificazione del rischio in capo all'Azienda Sanitaria o Struttura sanitaria.".

 

Si prega di prendere visione dell'allegato che riporta, al punto 2, le nuove misure di protezione per il presonale sanitario.

Si condivide un importante studio, già oggetto di lezione magistrale, a cura del Dr. Emanuele Nicastri, infettivologo dell'ospedale Spallanzani.

Un'ulteriore precisazione sull'uso degli anticorpi monoclonali casirivimab e imdevimab nella terapia dei pazienti COVID a domicilio. Nulla cambia per gli ospedalizzati.
 
Con la allegata nota dello scorso settembre 2021, AIFA ha cambiato la indicazione all'uso che viene così testualmente descritta al paragrafo 4:
 
4. INFORMAZIONI CLINICHE
4.1. Indicazioni terapeutiche
Casirivimab e imdevimab sono indicati per il trattamento della malattia da coronavirus 2019 (COVID-19) da lieve a moderata in pazienti adulti e pediatrici (di età pari o superiore a 12 anni) con infezione confermata in laboratorio da SARS-CoV-2 e che sono ad alto rischio di COVID-19 severa.
Tra i possibili fattori di rischio si includono i seguenti:
● indice di massa corporea (Body Mass Index, BMI) ≥30, oppure >95° percentile per età e per genere
● insufficienza renale cronica, incluse dialisi peritoneale o emodialisi
● diabete mellito non controllato (HbA1c>9,0% 75 mmol/mol) o con complicanze croniche
● immunodeficienza primitiva o secondaria
● età >65 anni
● malattia cardio-cerebrovascolare (inclusa ipertensione con concomitante danno d’organo)
● broncopneumopatia cronica ostruttiva e/o altra malattia respiratoria cronica (ad es. soggetti affetti da asma, fibrosi polmonare o che necessitano di ossigenoterapia per ragioni differenti da SARS-CoV-2)
● epatopatia cronica [Con seguente box di warning: “gli anticorpi monoclonali non sono stati studiati in pazienti con compromissione epatica moderata o severa”]
● emoglobinopatie
● patologie del neurosviluppo e patologie neurodegenerative
COVID-19 deve essere di recente insorgenza (e comunque da non oltre 10 giorni) e confermata da positività di esame virologico diretto per SARS-CoV-2. Il trattamento è possibile oltre i 10 giorni dall’esordio solo in soggetti con immunodeficienza che presentino: sierologia per SARS-COV-2 negativa e prolungata positività al tampone molecolare.

Casirivimab e imdevimab sono indicati per il trattamento di pazienti adulti e pediatrici di età superiore a 12 anni ospedalizzati per COVID-19, anche in ossigenoterapia convenzionale (non ad alti flussi e non in ventilazione meccanica), ma con sierologia negativa per gli anticorpi IgG anti-Spike di SARS-CoV-2.
Casirivimab e imdevimab non devono essere usati nei pazienti in ossigenoterapia ad alti flussi e/o in ventilazione meccanica.
 
In grassetto il cambiamento di indicazione che definisce come fattori di rischio, solo possibili, quelli indicati nel testo AIFA.
Tale modifica permette quindi al clinico di identificare anche altri pazienti: ad esempio, un maschio di 64 aa con BMI di 29.5 e semplice ipertensione senza danno d'organo, potrebbe diventare eleggibile alla terapia con casirivimab ed imdevinab.
Infatti, il registro AIFA non dispone più il blocco automatico della somministrazione dei farmaci nel caso in cui non siano soddisfatti i criteri ora divenuti solo possibili ma non strettamente necessari.
 
Possiamo dire che la condizione di aumentato rischio è definita non più solo da criteri predefiniti, ma anche dalla semplice valutazione del clinico. Se un medico stabilisce, su base clinica, che quel paziente è a maggior rischio di progressione clinica, lo può candidare a terapia con MAbs. 
Il registro non ha di fatto più blocchi o vincoli, a parte l’età maggiore dì 12 anni.
La conferma viene anche da AIFA. 
Questo allargamento sposta in modo sostanziale tutto l’approccio alla terapia precoce del Covid19 
Allegati:
Scarica questo file (Informativa_hcp_Mococlonali casirivimab imdevinamb AIFA 09.21.pdf)Informativa_hcp_Mococlonali casirivimab imdevinamb AIFA 09.21.pdf[farmaci Monoclonali contro Covid-19 INDICAZIONI]508 kB

L'art. 4 del DL 44/2021, convertito in Legge, L. 76/2021, "Disposizioni urgenti in materia di prevenzione del contagio da SARS-CoV-2 mediante previsione di obblighi vaccinali per gli esercenti le professioni sanitarie e gli operatori di interesse sanitario., riguarda l'obbligo vaccinale in capo agli esercenti le professioni sanitarie e gli operatori di interesse sanitario.

Infatti, al fine di tutelare la salute pubblica e mantenere adeguate condizioni di sicurezza nell'erogazione delle prestazioni di cura e assistenza, gli esercenti le professioni sanitarie e gli operatori di interesse sanitario che svolgono attività in strutture pubbliche o private o in studi privati sono obbligati a sottoporsi a vaccinazione gratuita per la prevenzione dell'infezione.

Solo in caso di accertato pericolo per la salute, in relazione a specifiche condizioni cliniche documentate, attestate dal medico di medicina generale, la vaccinazione di cui al comma 1 non e' obbligatoria e puo' essere omessa o differita.

Ciascun Ordine professionale territoriale competente trasmette l'elenco degli iscritti, con l'indicazione del luogo di rispettiva residenza, alla regione o alla provincia autonoma in cui ha sede. Entro il medesimo termine i datori di lavoro degli operatori di interesse sanitario che svolgono la loro attivita' nelle strutture sanitarie, ((sociosanitarie e socio-assistenziali,)) pubbliche o private, ((nelle farmacie, nelle parafarmacie)) e negli studi professionali trasmettono l'elenco dei propri dipendenti con tale qualifica, con l'indicazione del luogo di rispettiva residenza, alla regione o alla provincia autonoma nel cui territorio operano ((i medesimi dipendenti)).

Entro dieci giorni dalla data di ricezione degli elenchi di cui al comma 3, le regioni e le province autonome, per il tramite dei servizi informativi vaccinali, verificano lo stato vaccinale di ciascuno dei soggetti rientranti negli elenchi e segnala immediatamente all'azienda sanitaria locale di residenza i nominativi dei soggetti che non risultano vaccinati.

5. Ricevuta la segnalazione di cui al comma 4, l'azienda sanitaria locale di residenza invita l'interessato a produrre, entro cinque giorni dalla ricezione dell'invito, la documentazione comprovante ((l'effettuazione della vaccinazione o l'omissione)) o il differimento della stessa ai sensi del comma 2, ovvero la presentazione della richiesta di vaccinazione o l'insussistenza dei presupposti per l'obbligo vaccinale di cui al comma 1. In caso di mancata presentazione della documentazione di cui al primo periodo, l'azienda sanitaria locale, successivamente alla scadenza del predetto termine di cinque giorni, senza ritardo, invita formalmente l'interessato a sottoporsi alla somministrazione del vaccino anti SARS-CoV-2, indicando le modalita' e i termini entro i quali adempiere all'obbligo di cui al comma 1. In caso di presentazione di documentazione attestante la richiesta di vaccinazione, l'azienda sanitaria locale invita l'interessato a trasmettere immediatamente e comunque non oltre tre giorni dalla somministrazione, la certificazione attestante l'adempimento all'obbligo vaccinale

6. Decorsi i termini ((per l'attestazione dell'adempimento dell'obbligo vaccinale)) di cui al comma 5, l'azienda sanitaria locale competente accerta l'inosservanza dell'obbligo vaccinale e, previa acquisizione delle ulteriori eventuali informazioni presso le autorita' competenti, ne da' immediata comunicazione scritta all'interessato, al datore di lavoro e all'Ordine professionale di appartenenza. L'adozione dell'atto di accertamento da parte dell'azienda sanitaria locale determina la sospensione dal diritto di svolgere prestazioni o mansioni che implicano contatti interpersonali o comportano, in qualsiasi altra forma, il rischio di diffusione del contagio da SARS-CoV-2.
7. La sospensione di cui al comma 6 e' comunicata immediatamente all'interessato dall'Ordine professionale di appartenenza.
8. Ricevuta la comunicazione di cui al comma 6, il datore di lavoro adibisce il lavoratore, ove possibile, a mansioni, anche inferiori, diverse da quelle indicate al comma 6, con il trattamento corrispondente alle mansioni esercitate, e che, comunque, non implicano rischi di diffusione del contagio. Quando l'assegnazione a mansioni diverse non e' possibile, ((per il periodo di sospensione di cui al comma 9 non sono dovuti la retribuzione ne' altro compenso)) o emolumento, comunque denominato.
9. La sospensione di cui al comma 6 mantiene efficacia fino all'assolvimento dell'obbligo vaccinale o, in mancanza, fino al completamento del piano vaccinale nazionale e comunque non oltre il 31 dicembre 2021.

Come dettagliatamente illustrato e pedissequamente ripreso nella nota del Ministero della Salute, nel fascicolo Iter Senato del decreto-legge n.44/2021 il comma 6 dell’art.4 su menzionato attribuisce all’Azienda sanitaria l’accertamento della mancata osservanza dell’obbligo vaccinale dalla quale discende la sospensione ex lege dall’esercizio della professione sanitaria e dalla prestazione dell’attività lavorativa. Il successivo comma 7 stabilisce testualmente che la sospensione è comunicata immediatamente all’interessato dall’Ordine professionale.
Da quanto sopra esposto emerge con chiarezza che una volta ricevuto l’atto di accertamento della ASL l’Ordine deve adottare tempestivamente delibera  avente carattere di mera presa d’atto della sospensione del professionista interessato riportando l’annotazione relativa nell’Albo.
Pertanto l’Ordine si trova nei confronti dell’accertamento della ASL in una posizione di mero esecutore rispetto a provvedimento adottato da altro soggetto giuridico

SI RINNOVA...

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nuova trasmissione della Regione Lazio

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