Comunicati

News Letter dell'ordine

di Rossella Gemma

La relazione pericolosa tra Covid e malattie neurologiche con particolare riferimento all’ictus cerebrale, l’impatto della pandemia sul sonno, le ultime scoperte sui fattori di rischio dell’Alzheimer in tema di diagnosi precoce e sulle terapie, la digitalizzazione della neurologia e le innovazioni nell’ambito della ricerca sui disturbi della coscienza sono tra i temi portanti della 51° edizione del Congresso Nazionale della Società Italiana di Neurologia, dal 28 al 30 novembre in versione totalmente virtuale, con il coinvolgimento di circa 2.500 specialisti di tutta Italia.

Con l’arrivo del Coronavirus in Italia le patologie neurologiche hanno avuto un fatale incremento: sono oltre 1.200.000 le persone affette da demenza, di cui 720.000 quelle colpite da Alzheimer, alle quali il lockdown ha provocato un aggravamento dei sintomi comportamentali e un peggioramento del decadimento cognitivo; circa 800.000 sono i pazienti con conseguenze invalidanti dell’Ictus, patologia che ogni anno fa registrare 150.000 nuovi casi e che ha mostrato una maggiore incidenza e severità nei pazienti con Coronavirus; i  disturbi del sonno, che riguardano mediamente 12 milioni di italiani, durante la pandemia ne ha colpiti circa 24 milioni. Infine la cefalea, che interessa un individuo su 2, è stato identificato come sintomo del Covid.

“In considerazione di questi numeri, aggravati proprio dalla pandemia in corso – ha affermato il Prof. Gioacchino Tedeschi, Presidente SIN e Direttore Clinica Neurologica e Neurofisiopatologia, AOU Università della Campania “Luigi Vanvitelli” di Napoli - la sfida della neurologia italiana per il futuro si presenta davvero impegnativa e sarà necessario uno sforzo comune per mantenerne i livelli scientifici e migliorarne quelli assistenziali. Il Congresso della SIN rappresenta proprio un importante momento di confronto costruttivo, sinergico e di contaminazione che vede coinvolte tutte le forze in campo”.

AGGIORNAMENTO DEL 30 OTTOBRE 2020:

I BOLLETTINI DI AVVISO PAGAMENTO PER L'ANNO 2020 SONO IN SPEDIZIONE E ARRIVERANNO PRESSO LE CASELLE DI PEC E EMAIL NEI PRIMI GIORNI DELLA PROSSIMA SETTIMANA. LE LETTERE, CONTENENTI LO STESSO AVVISO, ARRIVERANNO PRESSO I RELATIVI DOMICILI NEI GIORNI SEGUENTI.

LA SCADENZA DEL PAGAMENTO E' STATA FISSATA AL: 31 DICEMBRE 2020.

 

Comunico ai gentili colleghi che quest’anno, a causa dell’emergenza Covid-19, l’invio dei bollettini della tassa annuale è stato posticipato ad ottobre, con scadenza 30 novembre 2020.

Quest’anno i pagamenti verranno effettuati tramite Pago Pa, modalità della quale troverai altri dettagli all’interno della lettera che spediremo.

Voglio anche avvisarTi che l’ammontare della tassa annuale sarà differenziato in base all’età e alla posizione anagrafica. Infatti, gli iscritti ultraottantenni e i nuovi iscritti, nell’anno della loro prima iscrizione, pagheranno in misura ridotta e cioè: €10,00 anziché €140,00.                                                   Crediamo che questo sia un atto di riconoscenza nei confronti di chi per tanti anni ha contribuito alla crescita di questo Ente ma anche nei confronti dei più giovani, che si affacciano ora nel mondo della professione e che scelgono di iscriversi nell’Ordine di questa nostra Provincia anche come segno di rispetto verso il proprio Territorio.

Grazie.

Il Presidente

Dr.Fabrizio Cristofari

di Rossella Gemma

La Commissione Europea e Gilead hanno firmato oggi un accordo (JPA) per la fornitura del farmaco remdesivir che permetterà ai Paesi membri di acquistare – coordinati dalla Commissione Europea - le quantità necessarie a far fronte ai bisogni attuali e futuri. Il contratto sarà valido per 6 mesi e potrà essere rinnovato per due successivi periodi di 6 mesi ciascuno. Remdesivir è indicato per il trattamento della malattia da coronavirus 2019 (COVID‑19) nei pazienti adulti e adolescenti con polmonite che necessitino ossigenoterapia supplementare.

La fornitura in ambito JPA sostituisce il contratto di fornitura di emergenza (Emergency Support Instrument - ESI) che ha permesso alla Commissione Europea di acquistare direttamente remdesivir in nome e per conto degli Stati Membri da agosto fino ad oggi. Entrambe queste forme contrattuali sospendono la procedura di contrattazione locale per il prezzo e la rimborsabilità del farmaco che segue normalmente l’approvazione da parte di EMA, e questo in considerazione dell’attuale strato di emergenza sanitaria.

Dall’inizio della pandemia Gilead lavora a stretto contatto con AIFA e il Ministero della Salute per rendere disponibile remdesivir ai pazienti che ne hanno necessità. Grazie a un forte impegno abbiamo ampliato la capacità produttiva, anche grazie a un network di produttori italiani - di ben 50 volte tra gennaio e ottobre, dimezzando i tempi di produzione per questo tipo di farmaco (da 1 anno siamo scesi a 6 mesi). Allo scoppio della pandemia l’azienda ha donato tutte le dosi necessarie (1,5 milioni) a coprire i fabbisogni di studi clinici, uso compassionevole e uso terapeutico per i pazienti di tutto il mondo.

Il 3 luglio scorso EMA ha concesso l’autorizzazione all’immissione in commercio condizionata di remdesivir sulla base dei dati clinici dello studio randomizzato in doppio cieco verso placebo ACTT-1 che ha dimostrato efficacia e sicurezza di remdesivir nei pazienti affetti da COVID-19 con polmonite e che necessitino di ossigenoterapia supplementare. L’autorizzazione ha anche tenuto conto dei dati di 2 studi randomizzati che hanno dimostrato sicurezza ed efficacia di remdesivir sia per il trattamento della durata di 5 giorni che per quello della durata di 10.

di Rossella Gemma

C'e' il rischio concreto, numeri alla mano, che chi non rientra nel target prioritario per la vaccinazione antinfluenzale (anziani e persone con malattie croniche) non riuscira' a trovare il vaccino in farmacia, malgrado la circolare del ministero del 4 giugno lo raccomandi "per tutti i soggetti a partire dai 6 mesi di eta' che non hanno controindicazioni al vaccino", con offerta attiva e gratuita per alcune categorie di popolazione a rischio. Lo sottolinea la Fondazione Gimbe, che ha condotto un'analisi della situazione regione per regione in base ai dati disponibili. "La vaccinazione antinfluenzale - afferma Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione Gimbe - oltre a ridurre le complicanze dell'influenza stagionale e contenere l'eccesso di mortalita', quest'anno ha un obiettivo strategico di salute pubblica: ridurre il numero di persone sintomatiche che rischiano di sovraccaricare i servizi sanitari territoriali e i pronto soccorso. Questo obiettivo, tuttavia, richiede una copertura vaccinale molto ampia anche nelle fasce non a rischio che, di fatto, includono la maggior parte dei lavoratori ai quali e' affidata la ripresa economica del Paese". A fronte delle preoccupazioni sull'indisponibilita' di vaccino antinfluenzale nelle farmacie, l'Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA) ha rassicurato che oltre 17 milioni di dosi acquistate dalle Regioni rispondono ampiamente al fabbisogno, visto che nella stagione precedente ne sono state distribuite 12,5 milioni con una copertura del 54,6% negli over 65. "Se questo aumento delle scorte - spiega Cartabellotta - permettera' di estendere le coperture vaccinali nelle categorie a rischio, e' molto difficile stimare l'incremento di domanda della popolazione generale, maggiormente sensibilizzata alla vaccinazione anche dei datori di lavoro, preoccupati che lo sviluppo di sintomi influenzali da parte dei loro dipendenti possa paralizzare le attivita' produttive". Al momento le Regioni hanno ceduto alle farmacie l'1,5% delle dosi acquistate (circa 250.000), prevedendo di ampliare tale dotazione se nel corso della campagna dovessero rendersi disponibili altre dosi. Federfarma ha annunciato che nelle farmacie arriveranno dall'estero oltre un milione di dosi. "La Fondazione GIMBE - spiega Renata Gili, coordinatrice del progetto di monitoraggio dell'influenza stagionale - ha condotto un'analisi indipendente con l'obiettivo di mappare le scorte regionali di vaccino antinfluenzale, valutare la potenziale copertura per le categorie a rischio e stimare la disponibilita' di dosi per la popolazione generale".

In base al report, 7 Regioni e 2 Province autonome, con le scorte disponibili, possono raggiungere coperture inferiori al 75% della popolazione target per eta': Provincia autonoma di Trento (70,2%), Piemonte (67,9%), Lombardia (66,3%), Umbria (61,9%), Molise (57,1%), Valle d'Aosta (51,5%), Abruzzo (49%), Provincia autonoma di Bolzano (38,3%), Basilicata (29%). 12 Regioni si sono aggiudicate un quantitativo adeguato di dosi per raggiungere la copertura del 75% della popolazione target per eta'. Ma la disponibilita' di dosi residue per la popolazione non a rischio e' molto variabile: Puglia (1.084.634), Lazio (926.291), Sicilia (256.796), Toscana (225.661), Campania (217.252), Calabria (100.273), Sardegna (96.113), Veneto (49.712), Liguria (38.501), Emilia-Romagna (9.980), Friuli-Venezia Giulia (5.218), Marche (5.022). Considerato  che diverse Regioni si sono attivate per recuperare dosi ulteriori di vaccino non si puo' escludere che le disponibilita' possano aumentare in relazione a: applicazione del quinto d'obbligo con incremento sino al 20% del numero di dosi aggiudicate, procedure negoziate senza pubblicazione di bando o condotte in privativa (concluse o in corso), eventuali dosi approvvigionate e redistribuite dal Ministero della Salute. Inoltre, e' verosimile una sovrastima delle dosi residue perche' la copertura del 75% e' stata calcolata solo sul target anagrafico, vista l'impossibilita' di quantificare le altre categorie a rischio: persone di eta' (60 anni con patologie croniche, donne in gravidanza, operatori sanitari e altri lavoratori a rischio, etc. "L'esigua disponibilita' di vaccino antinfluenzale nelle farmacie - spiega il Presidente - e' riconducibile ad almeno tre determinanti. Innanzitutto, Ministero della Salute e la maggior parte delle Regioni non hanno previsto con largo anticipo la necessita' di aumentare le scorte per la popolazione non a rischio. In secondo luogo, l'aumentata domanda sui mercati internazionali, insieme al ritardo con cui sono stati indetti i bandi di gara, ha impedito ad alcune Regioni di aggiudicarsi il 100% delle dosi richieste. Infine, le farmacie non sono riuscite ad approvvigionarsi per mancata disponibilita' del vaccino sul mercato". "La nostra analisi - conclude Cartabellotta - quantifica le difficolta' di accesso per la popolazione generale al vaccino antinfluenzale. In molte Regioni, infatti, solo la decisione di escludere una o piu' categorie a rischio (es. bambini) dall'offerta attiva e gratuita o quella di accontentarsi di un target inferiore al 75%, permettera' di aumentare la disponibilita' di dosi nelle farmacie".

di Rossella Gemma

Continua il fenomeno delle "culle vuote" con un calo delle nascite costante, aumenta il ricorso alla fecondazione assistita e il numero dei parti cesarei, seppure in lieve calo, resta comunque eccessivo. Questo il quadro delineato da Rapporto annuale sull'evento nascita in Italia, pubblicato dal ministero della Salute, sui dati rilevati per l'anno 2017 dal flusso informativo del Certificato di assistenza al parto (CeDap). Nel corso del 2017 - è il primo dato del Rapporto - prosegue il calo delle nascite, in tutte le aree del Paese. Nel 2017 sono stati 461.284 i bambini nati in Italia rispetto ai 474.925 dell'anno precedente. Il fenomeno è in larga misura- spiegano gli autori del report - l'effetto della modificazione della struttura per età della popolazione femminile e in parte dipende dalla diminuzione della propensione ad avere figli. Le cittadine straniere hanno finora compensato questo squilibrio strutturale, tuttavia negli ultimi anni si nota una diminuzione della fecondità delle donne straniere.

Il tasso di natalità varia da 6,1 nati per mille in Liguria e Sardegna a 10,2 nella Provincia autonoma di Bolzano rispetto a una media nazionale del 7,6 per mille. Le Regioni del Centro presentano tutte, tranne il Lazio, un tasso di natalità con valori inferiori alla media nazionale. Nelle Regioni del Sud, i tassi di natalità più elevati sono quelli di Campania, Calabria e Sicilia che presentano valori superiori alla media nazionale. Anche la fecondità mantiene l'andamento decrescente degli anni precedenti: nel 2017 il numero medio di figli per donna scende a 1,34 (rispetto a 1,46 del 2010). I dati per il 2017 danno livelli più elevati di fecondità al Nord nelle Province Autonome di Trento e Bolzano, in Friuli Venezia Giulia e nel Mezzogiorno in Campania e Sicilia. Le regioni in assoluto meno prolifiche sono invece Sardegna, Basilicata e Molise. Nel dettaglio, emerge che nel 2017, il 21% dei parti è relativo a madri di cittadinanza non italiana. Tale fenomeno è più diffuso nelle aree del Paese con maggiore presenza straniera, ovvero al Centro-Nord, dove oltre il 25% dei parti avviene da madri non italiane; in particolare, in Emilia Romagna e Lombardia (31%). L'età media della madre è di 32,9 anni per le italiane mentre scende a 30,4 anni per le straniere. L'età media al primo figlio è per le donne italiane, quasi in tutte le Regioni, superiore a 31 anni, con variazioni sensibili tra le regioni del Nord e quelle del Sud. Le donne straniere partoriscono il primo figlio in media a 28,5 anni. E ancora: il 54,7% delle madri lavora, il 29% è casalinga e il 14,3% disoccupata o in cerca di prima occupazione.
Il Report conferma anche il ricorso eccessivo al parto cesareo, con percentuali medie del 32,8% ma con notevoli differenze regionali che comunque evidenziano che in Italia vi è un ricorso eccessivo all'espletamento del parto per via chirurgica. Il cesareo è inoltre più frequente nelle donne con cittadinanza italiana rispetto alle donne straniere: si ricorre al taglio cesareo nel 27,6% dei parti di madri straniere e nel 34,3% dei parti di madri italiane. Infine, si è fatto ricorso a una tecnica di procreazione medicalmente assistita (Pma) in media per 2,12 gravidanze ogni 100, e per un totale complessivo nel 2017 di 9.641 gravidanze. La tecnica più utilizzata è stata la fecondazione in vitro con successivo trasferimento di embrioni nell'utero (Fivet), seguita dal metodo di fecondazione in vitro tramite iniezione di spermatozoo in citoplasma (Icsi).

di Rossella Gemma

"Non presenteremo un piano per l'emergenza ma un progetto di riforme per il prossimo decennio. Abbiamo l'opportunità di portare insieme riforme e investimenti, siamo di fronte a un inedito". Lo ha detto il ministro della Salute, Roberto Speranza, in audizione davanti alla Commissione Affari sociali della Camera in merito alle priorità nell'utilizzo del Recovery Fund. "Limiti e difficoltà della sanità italiana non figli solo di questa tempesta ma vengono da lontano. La pandemia ha evidenziato problemi strutturali che nascono da lontano" e figli dei "tagli degli anni passati", ha sottolineato. In primis è "cambiato il contesto epidemiologico, con una società con più anziani ha visto l'esplosione delle cronicità", "abbiamo livelli di assistenza variegati" e "un ritardo nei processi di digitalizzazione". Inoltre "negli anni passati è stata ridotta l'assistenza ospedaliera ma senza aumentare quella sul territorio". Investire sul territorio significa promuovere l'idea di "sanità di prossimità, di una sanità circolare al cui centro c'è il cittadino paziente". Territorio significa anche, ha ricordato il ministro, investire su hospice, strutture di riabilitazioni, strutture psichiatriche, rsa, così come servizi di prevenzione. Tra le priorità evidenziate dal ministro in audizione, "innovare in logica green le strutture sanitarie, lavorare sulla sicurezza strutturale, sul recupero della mobilità passiva tra regioni e sviluppare i servizi di emergenza urgenza". Inoltre, dobbiamo anche trovare strumenti per attirare investimenti da parte di aziende internazionali". Tutti i progetti, ha concluso Speranza, "saranno caratterizzati da elevati livelli tecnologici, teleassistenza e telemedicina".

di Rossella Gemma

AstraZeneca sospende tutti i test clinici sul vaccino per il coronavirus che sta sviluppando con l'Universita' di Oxford dopo che uno dei partecipanti ha accusato una seria potenziale reazione avversa. Lo stop temporaneo consente al colosso farmaceutico di esaminare il caso e di rivedere i dati sulla sicurezza. "Il nostro processo standard di revisione dei test ha fatto scattare una pausa", afferma un portavoce di AstraZeneca. "Si tratta di un'azione di routine che si verifica ogni volta che c'è una potenziale reazione inspiegata in uno dei test" che consente il tempo di "indagare e assicurare il mantenimento dell'integrità del processo dei test", aggiunge AStraZeneca. "Nei test più ampi, reazioni possono accadere per caso ma devono essere indipendentemente valutate con attenzione", aggiunge il colosso farmaceutico, che con l'annuncio della sospensione cala del 6% a Wall Street nelle contrattazioni after hours. Non è inconsueta per i test clinici una sospensione. Ma lo sviluppo del vaccino del coronavirus è uno di quelli più sotto osservazione della storia e qualsiasi segnale che arriva dai test è passato all'esame con la lente di ingrandimento. Anche se il vaccino di AstraZeneca fosse alla fine approvato, questa battuta d'arresto potrebbe tradursi in timori sull'uso. I dati iniziali sui test sono apparsi molto promettenti, con il vaccino in grado di produrre una robusta risposta immunitaria  e solo deboli effetti collaterali. Lo stop di AstraZeneca arriva nell'acceso dibattito in corso su una possibile politicizzazione del vaccino, soprattutto negli Stati Uniti dove Donald Trump spinge per averlo prima delle elezioni di novembre fra i dubbi degli esperti. Non da ultimo quelli di Anthony Fauci, il super esperto americano in malattie infettive, secondo il quale è improbabile che un vaccino sia pronto entro la fine dell'anno.

di Rossella Gemma

Anticipare le campagne di vaccinazione antinfluenzale a partire dall'inizio di ottobre. A raccomandarlo è l'Agenzia Italiana del Farmaco (Aifa) nella determina, pubblicata in Gazzetta Ufficiale, che autorizza l'aggiornamento della composizione dei vaccini influenzali per la stagione 2020-2021. Intanto mentre gli esperti concordano sull'importanza di vaccinare il più possibile, si accende il dibattito su come fare per cercare di alleggerire i servizi vaccinali e gli studi medici da una campagna che si prevede di ampia portata. Normalmente, "in base alla nostra situazione climatica", in Italia, spiega Aifa sottolineando quanto già indicato da una circolare del Ministero della Salute del 5 giugno, "il periodo destinato alle campagne di vaccinazione antinfluenzale è a partire dalla metà di ottobre fino a fine dicembre. Vista l'attuale situazione epidemiologica relativa alla circolazione di SARS-CoV-2", tuttavia, "si raccomanda di anticipare la conduzione delle campagne di vaccinazione antinfluenzale a partire dall'inizio di ottobre". La protezione indotta dal vaccino comincia circa 2 settimane dopo la vaccinazione, ricorda Aifa, e perdura per un periodo di 6-8 mesi per poi decrescere. Per tale motivo e poiché i ceppi virali in circolazione possono mutare, è necessario sottoporsi a vaccinazione all'inizio di ogni nuova stagione influenzale: quelli che avremo quest'anno, in accordo con le raccomandazioni dell'Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms), sono costituiti da antigeni virali per due ceppi di tipo A (A/Guangdong-Maonan/SWL1536/2019 e A/Hong Kong/2671/2019) e un ceppo di tipo B (B/Washington/02/2019 lineaggio B/ Victoria). Nel caso dei vaccini quadrivalenti, è previsto l'inserimento anche di quelli per il ceppo B/Phuket/3073/2013 lineaggio B/Yamagata. Sull'importanza di vaccinare contro l'influenza concordano gli esperti, e a farlo non dovrebbero essere solo over 65, malati cronici e operatori sanitari. "Ogni anno - spiega Andrea Crisanti, professore di Microbiologia dell'Università di Padova - abbiamo circa 8 milioni di malati di influenza, soprattutto concentrati tra i 4 e i 15 anni. Sicuramente un ragazzo malato di influenza in questo momento fa scattare tutto il meccanismo di protezione anti-Covid che distoglie tante risorse preziose". Sì dunque a "incoraggiare fortemente la vaccinazione" nei giovani ma la cosa è solo apparentemente semplice, mette in guardia Crisanti, "perché anche i servizi vaccinali sono intasati da tutte le vaccinazioni non fatte l'anno passato".

di Rossella Gemma

Le discoteche, fiere e congressi restano ancora chiuse almeno fino al 31 luglio e lo stato d'emergenza sarà prorogato al 31 ottobre anziché a fine anno. Il governo, come ha già anticipato il premier Giuseppe Conte, è intenzionato a ampliare le misure eccezionali per la lotta al Coronavirus e già in settimana potrebbe arrivare una delibera ad hoc in Consiglio dei ministri, accompagnata anche da un decreto legge utile per fare ordine fra le varie scadenze fissate nel corso di questi mesi. In concreto, quindi, si posticipano le aperture di discoteche, fiere e congressi e si continuano a sospendere eventi che implichino assembramenti in spazi chiusi o all'aperto quando non è possibile assicurare il rispetto delle condizioni di sicurezza. Anche nei luoghi di culto si devono continuare ad adottare misure tali da evitare assembramenti. Cinema, teatri e auditorium continueranno ad avere posti a sedere preassegnati e distanziati, rispettando la distanza di almeno un metro (ad eccezione dei conviventi) e con un massimo di mille spettatori per spettacoli all'aperto e 200 in luoghi chiusi. Sempre fino al 31 luglio resteranno in vigore i protocolli di sicurezza come condizione di apertura delle attività produttive e commerciali, assicurando che la distanza interpersonale di almeno un metro sia rispettata, che gli ingressi avvengano in modo dilazionato e che venga impedito di sostare nei locali più del tempo necessario all'acquisto dei beni. Prosegue anche l'obbligo in tutta Italia di indossare la mascherina nei luoghi chiusi accessibili al pubblico, compresi i mezzi di trasporto e in tutte le occasioni in cui non sia possibile garantire continuativamente il mantenimento della distanza di sicurezza. Resta valide, inoltre, l'applicazione della sanzione penale per chi viola la quarantena obbligatoria. Una misura, questa, giudicata dal ministero indispensabile in questa fase di aumento dei contagi da importazione. Bar, pub, ristoranti, gelaterie e pasticcerie, infine, possono continuare a esercitare le loro attività a condizione che le regioni e le province autonome di riferimento ne abbiano accertato la compatibilità con l'andamento della situazione epidemiologica.

09/07/2020 - ATTIVO DA QUESTA SERA PER LE NUOVE ISCRIZIONI!

- ISTANZE DI ISCRIZIONE - A PARTIRE DA QUESTA SERA, GIOVEDì 09 LUGLIO 2020, DALLE ORE 19,00, ENTRANDO NELLA SEZIONE "MODULISTICA", NELLA PAGINA DEDICATA ALLE "PRIME ISCRIZIONI" O AI "TRASFERIMENTI" (A SECONDA DEL CASO), TROVERETE:

1) IL MODULO DI DOMANDA DA INOLTRARE PER PEC ALL'ORDINE;

2) IN RISPOSTA ALLA VOSTRA PEC, RICEVERETE, NEL GIRO DI 24 ORE, LA LISTA DEI PAGAMENTI, CON DATA DI SCADENZA E

3) L'APPUNTAMENTO PER CONSEGNARE PRESSO LA SEDE: LA DOMANDA CARTACEA IN BOLLO, LE RICEVUTE, LE FOTO PER I TESSERINI.

PROSSIMO CONSIGLIO UTILE ALLE ISCRIZIONI: FINE MESE DI LUGLIO-INIZI MESE DI AGOSTO! Ultimo consiglio tenuto: 29 giugno.

 

- GIA' ISCRITTI -  I PAGAMENTI VERSO QUESTO ENTE SONO MOMENTANEAMENTE SOSPESI.

DAL 1° LUGLIO ENTRA IN FUNZIONE LA MODALITA' DI PAGAMENTO TRACCIATO VERSO LE PUBBLICHE AMMINISTRAZIONI, DENOMINATA "PAGO - PA".

PER GLI ISCRITTI DA PIù DI UN ANNO LA TASSA DI ISCRIZIONE PER L'ANNUALITA' 2020 ARRIVERA' A SETTEMBRE, TRAMITE POSTA, EMAIL E PEC.

I MOROSI RICEVERANNO, NEI PROSSIMI MESI, NELLA MODALITA' DI TRASMISSIONE SUDDETTA, UN CODICE PAGO-PA, PER EFFETTUARE IL PAGAMENTO.