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News Letter dell'ordine

09/07/2020 - ATTIVO DA QUESTA SERA PER LE NUOVE ISCRIZIONI!

- ISTANZE DI ISCRIZIONE - A PARTIRE DA QUESTA SERA, GIOVEDì 09 LUGLIO 2020, DALLE ORE 19,00, ENTRANDO NELLA SEZIONE "MODULISTICA", NELLA PAGINA DEDICATA ALLE "PRIME ISCRIZIONI" O AI "TRASFERIMENTI" (A SECONDA DEL CASO), TROVERETE:

1) IL MODULO DI DOMANDA DA INOLTRARE PER PEC ALL'ORDINE;

2) IN RISPOSTA ALLA VOSTRA PEC, RICEVERETE, NEL GIRO DI 24 ORE, LA LISTA DEI PAGAMENTI, CON DATA DI SCADENZA E

3) L'APPUNTAMENTO PER CONSEGNARE PRESSO LA SEDE: LA DOMANDA CARTACEA IN BOLLO, LE RICEVUTE, LE FOTO PER I TESSERINI.

PROSSIMO CONSIGLIO UTILE ALLE ISCRIZIONI: FINE MESE DI LUGLIO-INIZI MESE DI AGOSTO! Ultimo consiglio tenuto: 29 giugno.

 

- GIA' ISCRITTI -  I PAGAMENTI VERSO QUESTO ENTE SONO MOMENTANEAMENTE SOSPESI.

DAL 1° LUGLIO ENTRA IN FUNZIONE LA MODALITA' DI PAGAMENTO TRACCIATO VERSO LE PUBBLICHE AMMINISTRAZIONI, DENOMINATA "PAGO - PA".

PER GLI ISCRITTI DA PIù DI UN ANNO LA TASSA DI ISCRIZIONE PER L'ANNUALITA' 2020 ARRIVERA' A SETTEMBRE, TRAMITE POSTA, EMAIL E PEC.

I MOROSI RICEVERANNO, NEI PROSSIMI MESI, NELLA MODALITA' DI TRASMISSIONE SUDDETTA, UN CODICE PAGO-PA, PER EFFETTUARE IL PAGAMENTO.

di Rossella Gemma

Produrre sul nostro territorio nazionale una parte ingente del candidato vaccino europeo anti-Covid. L'annuncio arriva da Walter Ricciardi, membro del comitato esecutivo dell'Organizzazione mondiale della sanita' e Consigliere del ministro della Salute Roberto Speranza. Ed anche se i tempi restano ancora incerti, l'obiettivo e' di avere le prime dosi disponibili per il prossimo inverno. 

Rispetto a un vaccino contro il nuovo coronavirus, "l'Europa e' molto piu' avanti degli Stati Uniti e ci stiamo organizzando affinche' una parte sostanziale venga prodotto in Italia. Quindi - ha spiegato Ricciardi - ci stiamo organizzando per essere tra i paesi leader". Ed ancora: "Devo dire con piacere - ha aggiunto - che in questo caso l'Europa e' avanti rispetto agli Stati Uniti", perche' il vaccino che si sta sviluppando, quello che vede unita l'Universita' di Oxford in collaborazione con l'azienda Irbm di Pomezia e la multinazionale AstraZeneca, "e' in una fase di sviluppo piu' avanzata rispetto all'altro".

Quanto ai tempi, "se le cose vanno bene, in autunno-inverno potremmo avere le prime dosi e naturalmente anche quelle per gli italiani". Italia in prima linea dunque, anche se la produzione di uno o più candidati vaccini implica comunque degli aspetti problematici e non scontati, sottolinea all'Ansa il presidente di Farmindustria  Massimo Scaccabarozzi. Le aziende farmaceutiche italiane che hanno le tecnologie per i vaccini, ha spiegato, "sono pronte a produrre il vaccino anti-Covid 'europeo'; sul territorio nazionale abbiamo infatti vari hub e poli industriali specializzati, come quello toscano". Tuttavia, ha precisato, "va detto che molto dipendera' da quale tipo di vaccino arrivera' alla fine a superare la fase 3 di sperimentazione e si dimostrera' quindi quello giusto. Infatti, i candidati vaccini non sono tutti uguali e ciascuno di quelli in sperimentazione implica differenti procedure di produzione. Non e' pertanto scontato che tutte le nostre aziende possano produrre qualunque tipo di vaccino". Al momento, rileva Scaccabarozzi, "secondo i dati dell'Oms, ci sono 136 candidati vaccini allo studio dei quali 8 sono in fase di sperimentazione 2 o 3. La nostra speranza, naturalmente, e' che al traguardo possano arrivare piu' vaccini".

In questo senso, Scaccabarozzi giudica "fondamentale" l'azione portata avanti dal ministro Speranza che, insieme a Francia, Olanda e Germania, "ha lanciato una alleanza ed un accordo per il vaccino, la 'Inclusive vaccine Alliance'". L'obiettivo, conclude, e' appunto "garantire la copertura e la disponibilita' del futuro vaccino anti-Covid a tutti i Paesi europei. Nessuno escluso".

di Rossella Gemma

Gli estrogeni, ormoni prettamente femminili, potrebbero avere un effetto protettivo contro l’infezione da coronavirus in termini di riduzione del tasso di mortalità. È quanto emerso da un’analisi appena pubblicata sull’“American Journal of Obstetrics and Gynecology”, che ha riesaminato i dati epidemiologici raccolti nei primi mesi della pandemia. Primo firmatario dello studio italiano il Professor Angelo Cagnacci, Direttore Istituto di Clinica Ostetrica e Ginecologica all’IRCCS-Ospedale San Martino di Genova, nonché Presidente della Società Italiana per la Menopausa e Vice presidente della Società Italiana della Contraccezione.

I dati epidemiologici hanno dimostrato come l’infezione da Covid-19 abbia determinato esiti più gravi e mortali negli uomini rispetto alle donne, con un rapporto di 4:1 nelle fasce d’età fino a 50 anni (Fonte: Report ISS, periodo 22 febbraio - 19 aprile 2020). Sebbene non ci sia una spiegazione scientifica riconosciuta, tale differenza può dipendere da alcuni fattori di rischio come età, genetica, stile di vita e fumo. Non sono però state formulate ipotesi del perché la differenza del tasso di mortalità tra i sessi sia cambiata bruscamente e costantemente a partire dalla fascia 50/59: nonostante la mortalità per Covid-19 rimanga inferiore nelle donne rispetto agli uomini in tutte le fasce d’età, è stato infatti rilevato come negli over 50 il rapporto di mortalità uomo-donna sia passato a 4:2. In particolare, considerando il tasso di mortalità maschile pari al 100%, il tasso di mortalità delle donne è risultato il 27,8% di questo tra i 20 ei 59 anni e il 50,6% tra i 60 e gli 89 anni. Nel solo campione femminile, quindi, il tasso di mortalità è sostanzialmente raddoppiato.

“Finora, l'evidenza epidemiologica non ha chiarito se la mortalità degli individui infetti da Covid-19 cambia in modo diverso tra i sessi con l'età. Per questo abbiamo voluto esaminare da un’altra angolazione il report dell’ISS. Sicuramente saranno necessarie ulteriori indagini, ma possiamo intanto formulare l’ipotesi che questa variazione specifica nelle donne over 50 - quindi in età post menopausale, senza ormoni circolanti - dipenda da un possibile effetto protettivo degli estrogeni in età fertile perché, non solo il tasso di mortalità per Covid-19 è inferiore nelle donne rispetto agli uomini, ma le più giovani hanno meno probabilità di aggravarsi in caso di infezione”, commenta il Professor Angelo Cagnacci, primo firmatario dello studio.

“In questa analisi sono escluse le donne in gravidanza, periodo caratterizzato da un’elevata presenza di estrogeni. Vediamo che in Italia non ci sono dati rilevanti di mortalità, il che potrebbe rappresentare una riconferma alla nostra ipotesi: ossia che la presenza di estrogeni, anche in eccesso, protegga dall’infezione rispetto all’assenza di ormoni”, spiega Cagnacci.

L'ambiente endocrino è diverso tra uomini e donne. Nelle donne, gli ormoni ovarici influenzano l'infiammazione, l'immunità e anche l'espressione dell'enzima di conversione ACE2 che sembra avere un ruolo nel determinare la progressione della malattia COVID-19: effetti che si perdono dopo la menopausa.

“In questo momento storico un consiglio ricorrente del medico è quello di far sospendere la terapia ormonale sostitutiva in menopausa o la pillola contraccettiva. Questo perché erroneamente si pensa che sospendere qualsiasi cosa la donna stia assumendo, soprattutto ormoni, porti un beneficio in situazioni critiche, non conoscendo tuttavia i meccanismi attraverso cui si sviluppa la malattia. Non ci sono evidenze scientifiche a sostegno dell’interruzione della terapia ormonale o della pillola contraccettiva, come anche sottolineato nelle recenti Raccomandazioni della Società Italiana della Contraccezione e della Società Italiana della Menopausa, ed anzi i dati ci dicono che la continuazione dell’assunzione ormonale sia da perseguire per cercare di non aggravare il decorso della malattia”, conclude Cagnacci.

di Rossella Gemma

Si è appena conclusa alla presenza dell'assessore alla Sanità e l’Integrazione Sociosanitaria della Regione Lazio Alessio D’Amato l’odierna videoconferenza della task-force regionale per il COVID-19 con i direttori generali delle Asl e Aziende ospedaliere e Policlinici universitari e ospedale Pediatrico Bambino Gesù.

“Oggi registriamo un dato di 25 casi positivi nelle ultime 24h è il dato più basso dal lockdown e un trend al 0,3%. Proseguono i controlli sulle RSA e le strutture socio-assistenziali private accreditate. Sono ad oggi 691 le strutture per anziani ispezionate su tutto il territorio.

Sono partiti questa mattina i 300 mila test sierologici su tutti gli operatori sanitari (al via i primi 5 mila), compresi i medici di medicina generale, pediatri e farmacisti e le Forze dell’Ordine. Con il Presidente Nicola Zingaretti questa mattina siamo stati al Comando Generale della Guardia di Finanza per l’avvio dei test. Saranno importanti e ci aiuteranno a capire la circolazione del virus. Sui primi 250 test effettuati questa mattina si sono registrati due casi di sieroprevalenza (0.8%) e sono stati sottoposti subito a tampone.

Da domani mattina sarà attivo il primo modulo da 12 posti letto della RSA di Albano. Una struttura molto importante che a regime avrà 50 posti letto.

Trend stabilmente in discesa nelle province dove complessivamente si registrano zero casi nelle ultime 24h e zero decessi.

Nelle ultime 24 ore i decessi sono stati 5, mentre continuano a crescere i guariti che sono arrivati a 2.334 totali e i tamponi totali eseguiti sono stati quasi 182 mila” commenta l’Assessore D’Amato.

San Camillo: da domani attivo il servizio di consulenza telefonica ‘San Camillo Risponde’ per pazienti che hanno necessità di un contatto diretto con uno specialista. Il servizio sarà attivo dal lunedì al venerdì dalle ore 8 alle ore 17 al numero 06.58703019

La nuova app della Regione ‘LazioDrCovid’ realizzata in collaborazione con i medici di medicina generale e i pediatri di libera scelta, ha registrato oltre 93 mila utenti che hanno scaricato l’applicazione e 2.600 medici di famiglia e 340 pediatri di libera scelta collegati. Per quanto riguarda infine i DPI – dispositivi di protezione individuale oggi sono in distribuzione presso le strutture sanitarie: 30.700 mascherine chirurgiche, 16.100 maschere FFP2, 1.400 maschere FFP3, 3.150 tute idrorepellenti, 1.900 camici impermeabili, 32.700 guanti.

La situazione nelle Asl e A.O:                        

Asl Roma 1 – 8 nuovi casi positivi. Deceduta una donna di 92 anni. 23 le persone che sono uscite dalla sorveglianza domiciliare. Da giovedì 14 maggio operative le 2 postazioni per tamponi drive in. In settimana parte il test di sieroprevalenza sulle 9.000 unità di personale sanitario;

Asl Roma 2 – 4 nuovi casi positivi. Deceduta una donna di 96 anni. 53 le persone che sono uscite dalla sorveglianza domiciliare. Da giovedì 14 maggio operative le 2 postazioni per tamponi drive in;

Asl Roma 3 – non si registrano nuovi casi positivi. Deceduta una donna di 86 anni. 10 le persone che sono uscite dalla sorveglianza domiciliare. Da giovedì 14 maggio operative le 2 postazioni per tamponi drive in;

Asl Roma 4 – 1 nuovo caso positivo. 41 le persone che sono uscite dalla sorveglianza domiciliare. Da giovedì 14 maggio operative le 2 postazioni per tamponi drive in;

Asl Roma 5 – 5 nuovi casi positivi. 29 le persone che sono uscite dalla sorveglianza domiciliare. Da giovedì 14 maggio operative le 2 postazioni per tamponi drive in. Domani operativi 10 posti letto post Covid all’Ospedale di Palestrina;

Asl Roma 6 – 7 nuovi casi positivi. Deceduta una donna di 93 anni. 207 le persone che sono uscite dalla sorveglianza domiciliare.  In settimana parte il test di sieroprevalenza sulle 10.000 unità di personale sanitario. Domani operativo il primo modulo della RSA pubblica di Albano;

Asl di Latina - non si registrano nuovi casi positivi. 0 decessi. 47 le persone che sono uscite dalla sorveglianza domiciliare. Domani parte il test di sieroprevalenza sul personale sanitario. Da giovedì 14 maggio operative le 2 postazioni di tampone drive in;

Asl di Frosinone – non si registrano nuovi casi positivi. 0 decessi. 7 le persone che sono uscite dalla sorveglianza domiciliare. Parte il 14 maggio il test di sieroprevalenza su personale sanitario. Le 2 postazioni per tampone drive in dell’Ospedale di Frosinone e di Cassino già operative;

Asl di Viterbo - non si registrano nuovi casi positivi. 0 decessi. 6 le persone che sono uscite dalla sorveglianza domiciliare. Domani parte il test di sieroprevalenza sul personale sanitario. Da giovedì 14 maggio operativa la postazione di tampone drive in;

Asl di Rieti – non si registrano nuovi casi positivi. 0 decessi. 41 le persone che sono uscite dalla sorveglianza domiciliare. Partito venerdì 8 il test per la sieroprevalenza sul personale sanitario. Domani parte il test di sieroprevalenza sulle RSA e case di riposo del territorio;

Policlinico Umberto I – 78 pazienti ricoverati di cui 6 in terapia intensiva. 5 pazienti guariti. Domani parte il test di sieroprevalenza sulle 7.500 unità del personale sanitario;

Azienda ospedaliera San Camillo - Non si registrano nuovi casi positivi in accesso al pronto soccorso negli ultimi 6 giorni. Operativo il laboratorio per il test COVID H24. Oggi iniziato il test di sieroprevalenza sulle 3.700 unità del personale sanitario. Da giovedì operativa la postazione per tampone drive-in in collaborazione con la Asl Roma 3;

Azienda sanitaria Sant’Andrea - Oggi iniziato il test di sieroprevalenza sul personale sanitario. Non si registrano nuovi casi positivi in accesso al pronto soccorso negli ultimi 6 giorni. Operativo il laboratorio per il test COVID H24. Da giovedì operativa la postazione per tampone drive-in in collaborazione con la Asl Roma 1;

Azienda Ospedaliera San Giovanni - Non si registrano nuovi casi positivi in accesso al pronto soccorso. Operativo il laboratorio per il test COVID H24. Da giovedì operativa la postazione per tampone drive-in in collaborazione con la Asl Roma 1. Oggi iniziato il test di sieroprevalenza sulle 3.000 unità del personale sanitario;

Policlinico Gemelli - Da mercoledì parte il test di sieroprevalenza sulle 8.000 unità di personale sanitario. 4 pazienti sono guariti. Deceduto un uomo di 58 anni con precedenti patologie;

Policlinico Tor Vergata – 72 pazienti ricoverati di cui 4 in terapia intensiva. 5 pazienti sono guariti;

IFO - Operativo il laboratorio per il test sierologico e il laboratorio per il test COVID H24

Ares 118 - Operativo al numero verde 800.118.800 il servizio di assistenza psicologica per i cittadini;

Ospedale Pediatrico Bambino Gesù - i pazienti ricoverati al centro Covid di Palidoro restano  11: 9 bambini e 2 mamme.  Buone condizioni  generali per tutti i ricoverati. Ad oggi effettuati 221 teleconsulti pediatrici in collaborazione con i pediatri del territorio. Avviato il test sierologico sul personale sanitario;

Università Campus Bio-Medico – 31 pazienti ricoverati al Covid Center Campus Biomedico di cui 13 in terapia intensiva. Operativa la postazione per tampone drive-in in collaborazione con la Asl Roma 2. Avviato il test di sieroprevalenza sul personale sanitario: 1615 test già eseguiti.

di Rossella Gemma

Sono dati più che positivi quelli usciti dalla videoconferenza della task-force regionale per il COVID-19 con i direttori generali delle Asl e Aziende ospedaliere e Policlinici universitari e ospedale Pediatrico Bambino Gesù.

Oggi registriamo un dato di 39 casi positivi nelle ultime 24h, un trend al 0,5% e un balzo in avanti dei guariti che sono 119 il triplo dei nuovi casi nelle ultime 24h.  Proseguono i controlli sulle RSA e le strutture socio-assistenziali private accreditate. Sono ad oggi 678 le strutture per anziani ispezionate su tutto il territorio. Conclusa l’indagine epidemiologica delle unità mobili USCA-R presso la Fondazione IRCCS Santa Lucia, sono stati eseguiti oltre 500 tamponi, il cluster è chiuso. E’ stata emessa una disposizione straordinaria per la sanificazione degli impianti di condizionamento in tutte le strutture sanitarie, socio-sanitarie e socio-assistenziali. Il Lazio punta sui test sierologici e da lunedì al via 300 mila per capire la circolazione del virus.

Trend stabilmente in discesa nelle province dove complessivamente si registra 1 solo caso a Latina nelle ultime 24h e zero decessi.

Nelle ultime 24 ore i decessi sono stati 5, mentre continuano a crescere i guariti che sono arrivati a 2.143 totali e i tamponi totali eseguiti sono stati oltre 165 mila” commenta l’Assessore D’Amato.

***La nuova app della Regione ‘LazioDrCovid’ realizzata in collaborazione con i medici di medicina generale e i pediatri di libera scelta, ha registrato oltre 93 mila utenti che hanno scaricato l’applicazione e 2.600 medici di famiglia e 340 pediatri di libera scelta collegati. Per quanto riguarda infine i DPI – dispositivi di protezione individuale oggi sono in distribuzione presso le strutture sanitarie: 15.500 mascherine chirurgiche, 40.000 maschere FFP2, 2.650 maschere FFP3, 4.160 tute idrorepellenti, 4.550 camici impermeabili, 39.200 guanti.

La situazione nelle Asl e A.O:                        

Asl Roma 1 – 8 nuovi casi positivi. 42 le persone che sono uscite dalla sorveglianza domiciliare. 1 postazione per il tampone drive in attiva al Santa Maria della Pietà. In apertura una seconda postazione presso la Casa della Salute di Via Clauzetto;

Asl Roma 2 – 2 nuovi casi positivi. 7 le persone che sono uscite dalla sorveglianza domiciliare. 3 postazioni per il tampone drive in attive al Santa Caterina delle Rose, a Piazzale Tosti e a Piazza degli Eucalipti;

Asl Roma 3 – 9 nuovi casi positivi. 13 le persone che sono uscite dalla sorveglianza domiciliare. 1 postazione per il tampone drive in attiva a Casal Bernocchi. In apertura una seconda postazione per tampone drive in a Fiumicino;

Asl Roma 4 – 7 nuovi casi positivi. 208 le persone che sono uscite dalla sorveglianza domiciliare. 3 postazioni di tampone drive in attivi sul territorio di Capena, di Bracciano e di Civitavecchia;

Asl Roma 5 – 5 nuovi casi positivi. Deceduta una donna di 83 anni con patologie pregresse. 9 le persone che sono uscite dalla sorveglianza domiciliare. 2 postazioni per tampone drive in attivi sul territorio di Guidonia e Colleferro;

Asl Roma 6 – 7 nuovi casi positivi. Deceduta una donna di 75 anni con patologie pregresse. 33 le persone che sono uscite dalla sorveglianza domiciliare. 2 postazioni di tamponi drive in sul territorio di Frascati e Pomezia;

Asl di Latina - 1 nuovo caso positivo. 0 decessi. 198 le persone che sono uscite dalla sorveglianza domiciliare. In apertura 2 postazioni di tamponi drive in a Latina e a Gaeta;

Asl di Frosinone – Non risultano nuovi casi positivi. 0 decessi. 28 le persone che sono uscite dalla sorveglianza domiciliare. 2 postazioni di tamponi drive in all’Ospedale di Frosinone e di Cassino;

Asl di Viterbo - Non risultano nuovi casi positivi. 0 decessi. 21 le persone che sono uscite dalla sorveglianza domiciliare. 2 postazioni per tamponi drive in operativi sul territorio di Civita Castellana e all’Ospedale Belcolle di Viterbo;

Asl di Rieti – Non risultano nuovi casi positivi. 0 decessi. 2 le persone che sono uscite dalla sorveglianza domiciliare. 3 postazioni per tamponi drive in operativi sul territorio di Rieti, di Poggio Mirteto e di Contigliano;

Policlinico Umberto I – 90 pazienti ricoverati di cui 6 in terapia intensiva. 3 pazienti guariti;

Azienda ospedaliera San Camillo - Non si registrano nuovi casi positivi in accesso al pronto soccorso nelle ultime 48 ore. Operativo il laboratorio per il test COVID H24;

Azienda sanitaria Sant’Andrea - Operativo il laboratorio per il test COVID H24. 1 paziente è guarito;

Azienda Ospedaliera San Giovanni - Non si registrano nuovi casi in accesso al pronto soccorso negli ultimi 11 giorni. Operativo il laboratorio per il test di sieroprevalenza sul personale sanitario da lunedì 11 maggio. Una postazione per tampone drive in operativa;

Policlinico Gemelli - 100 pazienti ricoverati al Covid Hospital Columbus di cui 14 in terapia intensiva. Deceduta una donna di 89 anni;

Policlinico Tor Vergata – Si sono registrati 2 decessi nelle ultime 24 ore. 4 i pazienti che sono guariti;

IFO - Operativo il laboratorio per il test sierologico e il laboratorio per il test COVID H24

Ares 118 - Operativo al numero verde 800.118.800 il servizio di assistenza psicologica per i cittadini;

Ospedale Pediatrico Bambino Gesù - restano ricoverati in totale 11 pazienti, 9 bambini e 2 mamme. Buone condizioni generali per tutti i ricoverati;

Università Campus Bio-Medico – 34 pazienti ricoverati al Covid Center Campus Biomedico di cui 13 in terapia intensiva. 1 paziente è guarito. Da lunedì 11 maggio operativa una postazione di tampone drive in.

di Rossella Gemma

È iniziata la “Fase 2” in cui è consentito potersi allontanare dal proprio domicilio e riprendere con molta prudenza i contatti interpersonali e le attività sociali. Come comportarsi con i bambini? In genere i bimbi superano l’infezione da Covid-19 prevalentemente in modo asintomatico o lieve, sebbene recentemente siano stati riportati casi di bambini che hanno sviluppato la malattia in modo grave. Inoltre, il possibile ruolo di portatore sano li rende un potenziale mezzo di contagio per la loro alta socialità, rischio che sarà ancora maggiore con l’inizio della scuola nel prossimo settembre.

L’ultimo DPCM del 26 aprile prevede l’uso obbligatorio delle mascherine per i bambini al di sopra dei 6 anni, che hanno l’obbligo della frequenza della scuola primaria, e pertanto lo Stato ha il dovere di indicare gli interventi da adottare per assicurare il massimo della protezione. L’assenza dell’obbligo delle mascherine per i bambini di età inferiore ai 6 anni, potrebbe essere dovuta alla difficoltà oggettiva di far indossare ad un bambino di età inferiore ai 6 anni per parecchio tempo la mascherina, ma anche perché la frequenza della scuola materna non è obbligatoria.

Cosa fare quindi? L’Accademia Americana di Pediatria (AAP) ha stilato alcune raccomandazioni e chiarimenti sull’uso delle mascherine in età pediatrica che trova d’accordo i pediatri della Società Italiana di Pediatria Preventiva e Sociale (SIPPS).

“Secondo l’AAP – spiega la Dottoressa Margherita Caroli, pediatra, esperta in nutrizione della SIPPS - i bambini sotto i due anni non devono indossare mascherine non solo per l’oggettiva difficoltà, ma anche per il rischio di soffocamento, che non deve essere sottovalutato. A questa età potrebbero essere utilizzati cappellini o cerchietti con visiera trasparente lunga, che scherma anche occhi, naso e bocca, le vie di ingresso del virus. Non devono indossare la mascherina i bambini affetti da patologie neurologiche o respiratorie e nemmeno i bambini che abbiano difficoltà a levarla da soli. Infine, non dovrebbero indossarla i bambini che con la mascherina si toccano molto più frequentemente il viso perché la protezione indotta dalla mascherina sarebbe invalidata dal più frequente contatto mani-viso. Questi bambini devono quindi adottare in ogni situazione un distanziamento superiore ad un metro”.

“Eccetto le condizioni già citate – aggiunge il Dott. Michele Fiore, pediatra di famiglia SIPPS - tutti i bambini dovrebbero indossare la mascherina in ogni situazione in cui si possano trovare a meno di un metro di distanza da altri bambini o adulti, non appartenenti al suo nucleo famigliare. Se il bambino passeggia o va in bicicletta o gioca all’aperto da solo o con un adulto convivente e non c’è il rischio di incontrare a distanza ravvicinata altre persone non è necessario indossare la mascherina. Invece, la mascherina diventa necessaria se si va al supermercato o si usano mezzi pubblici, in qualunque luogo dove si debba aspettare insieme ad altri ed in tutti i luoghi chiusi dove le distanze non possono essere mantenute e, quindi, chiaramente, anche nell’ambiente scolastico”.

“Perché le mascherine possano realmente essere efficaci devono essere molto aderenti al volto – informa il Dott. Francesco Pastore, pediatra di famiglia SIPPS - e quindi devono seguire la linea del naso aggiustando la piccola barretta di metallo al proprio viso e con le estremità che devono aderire al volto, tirando consistentemente gli elastici laterali posti dietro le orecchie. Le mascherine per adulti (10cm x 20cm circa) non assicurano questa aderenza se indossate dai bambini. I bambini dai 2 anni in poi possono utilizzare le mascherine definite “di comunità”, ovvero di stoffa e quindi lavabili e riutilizzabili, previste anche dai DPCM o anche, quando possibile, di TNT, lo stesso materiale con il quale sono realizzate le mascherine chirurgiche. Queste mascherine dovrebbero avere una lunghezza di circa 12 cm ed una larghezza di 5 cm per potersi adattare al viso dei bambini e coprire adeguatamente naso e bocca. Dopo i 6 anni e fino ai 12 anni potrebbero essere utilizzate mascherine di dimensioni maggiori (15cm per 7,5cm) sia di comunità che di TNT ovvero di tipo chirurgico”.

La AAP consiglia, e la SIPPS è d’accordo, che i bambini affetti da malattie croniche che hanno bisogno di una protezione maggiore dovrebbero utilizzare le FFP2. È importante, comunque che questi bambini seguano le indicazioni del proprio centro di riferimento.
“È importante insegnare ai bambini in che modo devono utilizzare la mascherina, lavandosi sempre prima le mani prima di indossarla e senza toccare la stessa anche quando la devono dismettere – dichiara il Presidente SIPPS, Dott. Giuseppe Di Mauro - ma aiutandosi con gli elastici e poi di nuovo lavarsi le mani. Deve essere per loro un “gioco” che li aiuta a non ammalarsi. E se il bambino non vuole indossare o ha paura della mascherina, come in tutti i processi educativi i genitori devono fare da modelli ed indossare la mascherina per primi, giocando con il bambino con modalità adeguate all’età. Altre azioni per migliorare l’accettazione possono essere, secondo l’età del bambino, far indossare la mascherina al suo pelouche preferito, decorare la mascherina con dei disegni, ecc. In ogni caso far indossare la mascherina per la prima volta in casa in modo che il bambino vi si abitui e non abbia reazioni difficili fuori casa è un’ottima soluzione.

“Attenzione, però – ammonisce Di Mauro - l’uso delle mascherine non riduce né annulla la pratica di tutte le altre attività preventive fondamentali: l’osservanza della distanza di sicurezza, il frequente e corretto lavaggio delle mani con acqua e sapone o gel idroalcolici, e, soprattutto, possibilmente, l’isolamento sociale. Ce la faremo ed andrà tutto bene.”

di Rossella Gemma

Sabato 9 maggio è la Giornata Nazionale del Mal di Testa. Quest’anno a causa dell’emergenza Covid-19, le tre Società scientifiche di riferimento, SIN (Società Italiana di Neurologia), ANIRCEF (Associazione Neurologica Italiana per la Ricerca sulle Cefalee) e SISC (Società Italiana per lo Studio delle Cefalee) si mettono a disposizione dei pazienti attraverso una campagna di sensibilizzazione e informazione sui social.

 Da sabato 9 a venerdì 15 maggio sulla nuova pagina Facebook Giornata Nazionale del Mal di Testa si potrà partecipare alle dirette quotidiane che vedranno gli esperti SIN, ANIRCEF e SISC fare chiarezza e rispondere ogni giorno sui principali quesiti legati alla patologia, dalla gestione dell’emicrania al tempo del Coronavirus ai fattori scatenanti da evitare in quarantena, dalla gestione della cefalea nel bambino alle possibilità diagnostiche fino ai nuovi e promettenti scenari terapeutici, dalla cefalea a grappolo alle problematiche diagnostiche.

Gli utenti che seguiranno le dirette Facebook potranno partecipare sia con commenti, sia inviando domande durante l’evento a cui gli esperti risponderanno contestualmente all’interno della diretta.

Si stima che la cefalea, spesso chiamata mal di testa, colpisca 1 persona su 2 con episodi che si verificano almeno una volta l’anno (dati Organizzazione Mondiale della Sanità) e il rapporto aumenta fino a 3 persone su 4 nella fascia di età tra i 18 e i 65 anni. La patologia riguarda anche le fasce più giovani della popolazione: oltre il 40% dei ragazzi è colpito da cefalea mentre 10 bambini su 100 soffrono di emicrania, una forma comune di cefalea primaria.

“In Italia l’emicrania colpisce circa 6 milioni di persone, ossia il 12% della popolazione – commenta il Prof. Gioacchino Tedeschi, Presidente della SIN – Numeri importanti che non ci hanno fatto desistere quest’anno, malgrado l’emergenza Covid -19, dal voler cercare di colmare il bisogno di informazione legato a questa patologia per la quale una diagnosi precoce può davvero impattare positivamente sull’evoluzione della malattia, poiché evita importanti conseguenze quali la cronicizzazione del disturbo e l’abuso di farmaci. Iniziative come la Giornata del Mal di Testa servono proprio a informare il paziente - e i suoi familiari - per renderlo consapevole delle azioni da intraprendere per contrastare la malattia e non rimanerne schiacciato”.

Ancora oggi, purtroppo però, non si è ancora compreso, a livello istituzionale, l’impatto sulla qualità della vita di patologie cefaliche.

“Il mal di testa è una patologia dolorosa e disabilitante - afferma il Prof. Elio Clemente Agostoni, Presidente ANIRCEF - In particolare, l’emicrania è stata identificata dall’OMS come la malattia che causa maggiore disabilità nella fascia di età tra 20 e 50 anni, ossia nel momento della vita in cui siamo più produttivi. A questo proposito, è in fase avanzata la realizzazione di progetti di legge portati avanti per far sì che le forme più gravi di mal di testa vengano inserite nella categoria delle “patologie sociali” e che ai pazienti vengano riconosciuti diritti finora negati. Sono anni che ci battiamo per far comprendere, ai non addetti ai lavori, come il mal di testa sia una patologia spesso invalidante che comporta nei pazienti bisogni che non possono più essere ignorati”.

La XII Giornata del Mal di Testa rappresenta un’occasione importante per fare il punto sulle opportunità terapeutiche che offre oggi la medicina.

“Le nuove terapie a base di anticorpi monoclonali che bloccano il CGRP o il suo recettore - commenta il Prof. Pierangelo Geppetti, Presidente SISC – stanno facendo registrare importanti miglioramenti nella pratica clinica del trattamento dell’emicrania riducendo il numero di attacchi nella forma episodica e risultando efficace anche nelle forme più gravi come l’emicrania cronica e quella resistente ad altri farmaci usati in precedenza. Gli scarsissimi effetti collaterali rendono gli anticorpi particolarmente sicuri. Questi importanti progressi sono stati possibili grazie alla scoperta del meccanismo da cui si genera il dolore emicranico, frutto del lavoro incessante durato decenni da parte dei ricercatori anche italiani.”

di Rossella Gemma

120mila mascherine e 12mila gel disinfettanti per i medici di Medicina Generale: strumenti imprescindibili per continuare a operare con serenità e garantire quindi ai cittadini un servizio indispensabile. È la donazione effettuata da EG, azienda leader del segmento dei farmaci equivalenti, appartenente al Gruppo STADA, che nei prossimi giorni consegnerà a FIMMG, SNAMI e F.I.S.M.U. – i principali sindacati medici italiani – 12mila kit, sulla base del numero di iscritti a ciascuna delle Organizzazioni. 

”Un gesto concreto e utile” - afferma Angelo Testa, Presidente nazionale di Snami - particolarmente apprezzato dal nostro sindacato e che incide concretamente per aiutare i Medici che lavorano nel territorio spesso ‘a mani nude’, con scarsi o inadeguati dispositivi di protezione individuale, a supporto dei pazienti e senza temere anche le conseguenze più drammatiche”.

Gli fa eco Ernesto La Vecchia, responsabile comunicazione di FISMU: “Quella di EG è una significativa e solidale risposta a tutela dei medici e una iniziativa seria di prevenzione per i cittadini, in un momento drammatico del Paese. Fornire adeguati dispositivi di protezione ai professionisti che operano, troppo spesso, disarmati nel territorio, è una buona prassi di collaborazione pubblico-privato, in questa battaglia contro questa terribile pandemia”.

“Questa donazione - aggiunge Silvestro Scotti, Segretario generale di FIMMG - ci aiuterà ad affrontare con un po’ più di serenità un ruolo centrale per la tutela della salute di centinaia di migliaia di pazienti. Quelli donati sono strumenti preziosi per i medici, e lo saranno sempre di più qualora si evolvesse verso una fase 2 sul contenimento dell'infezione da Covid-19. I dispositivi di protezione individuale sono, e saranno sempre di più, anche una salvaguardia per i tanti pazienti fragili che si rivolgono a noi. Per questo il nostro ringraziamento va a chi ha la sensibilità di comprendere la delicatezza del momento sostenendoci con iniziative concrete”.

“Ciascun medico troverà all’interno del kit 10 mascherine e un gel disinfettante – conclude Salvatore Butti, General Manager di EG Italia – con i quali la nostra Azienda intende manifestare la propria fattiva vicinanza ai medici di Medicina Generale, contribuendo a far fronte a una delle principali criticità di questo momento: la difficoltà di apprestare cautele adeguate innanzitutto per il personale sanitario. I medici di famiglia infatti stanno lottando come sempre in prima linea, anche contro il coronavirus, e proprio per questo sono tanto importanti per la tenuta dell’intero Servizio sanitario, ma anche più che mai esposti al rischio di contagio”.

di Rossella Gemma

Quante persone, pur non avendo sintomi evidenti, sono positive al SARS-Cov-2? Come si diffonde il virus una volta entrato in un Paese e quanto velocemente è capace di mutare? Il 43% dei casi positivi identificati in uno Studio islandese, pubblicato oggi sul New England Journal of Medicine, non aveva alcun sintomo al momento del test; questo risultato conferma il timore che gli infettati asintomatici possano diffondere il contagio.

Lo Studio relativo alla diffusione precoce in Islanda del virus SARS-Cov-2, è stato realizzato da un team composto da ricercatori di deCODE Genetics, società controllata da Amgen, Operatori del Ministero della Salute islandese e dell’Ospedale Universitario Nazionale (NUHI).Lo screening effettuato da deCODE avrà benefici immediati e pratici per la salute pubblica, e i risultati potrebbero essere particolarmente importanti in un momento in cui anche in Italia ci prepariamo alla Fase 2.

Ai fini della ricerca scientifica è importante notare che in Islanda sono stati identificati almeno due sottotipi virali, il sottotipo A2, originario da Austria e Italia e il sottotipo A1, prevalente in Paesi come il Regno Unito. E, inoltre, nei campioni di virus testati, sono state scoperte 409 mutazioni, tra cui 291 nuove mutazioni che non sono state identificate altrove.

 L’obiettivo dello Studio è stato quello di indagare in modo dettagliato, effettuando test con un unico approccio molecolare, come il virus si diffonde in una popolazione ben definita, nel caso specifico quella islandese di poco più di 360.000 abitanti, e identificare quali siano le misure di tracciamento e isolamento precoci e decise per contenere l'epidemia.

Lo Studio si basa su approcci di screening genetico mirato e specifico e sullo screening della popolazione mediante oltre 60.000 test/milione al 4 aprile scorso, data di conclusione della raccolta dei dati presentati in questo studio. Da quel momento altri 4.000 test/milione di abitanti sono stati poi eseguiti ogni giorno in Islanda.

Con la mappatura scrupolosa dell’epidemiologia molecolare di COVID-19 in Islanda, ci auguriamo di offrire al mondo intero dati da utilizzare nelle politiche globali per frenare la diffusione dell’epidemia”, ha dichiarato Kari Stefansson, Amministratore delegato di deCODE Genetis e responsabile dello studio.

"Per rallentare, il più rapidamente possibile, la curva di propagazione di questa pandemia abbiamo necessità di informazioni scientificamente precise su come il virus si diffonda nelle comunità", ha affermato Robert A. Bradway, Presidente e Amministratore Delegato di Amgen. "Credo che la rapida risposta di deCODE a questa emergenza e le intuizioni che hanno generato daranno al resto del mondo una base scientifica più solida per assumere provvedimenti in materia di salute pubblica".

Per comprendere realmente quanto sia letale il virus e quante delle persone contagiate possano diventare pazienti gravi, è importante stimare la reale prevalenza dell’infezione sulla popolazione generale.

 

L’attività di screening svolta dai ricercatori

I risultati dello studio NEJM mostrano che fino al 4 aprile, il 13.3% dei 9.199 soggetti ad alto rischio esaminati dall’Università islandese NUHI sono risultati positivi al virus. Tutti i casi confermati sono stati messi in isolamento e le persone che hanno avuto contatti con loro sono state rintracciate e messe in quarantena domiciliare per 14 giorni. Per integrare questi dati e avere una visione della diffusione del virus nella popolazione generale, dal 13 marzo al 1° aprile, deCODE ha dato vita ad uno screening di massa su base volontaria, dal quale è emerso che su 10.797 soggetti, 87 sono risultati positivi (0,8%). Dal 1° al 4 aprile, poi, altri 2.283 soggetti, selezionati con modalità random, hanno effettuato il test, e di questi, 13 sono risultati positivi (0,6%). Complesivamente, i 43 casi dei 100 risultati positivi erano individui che non avevano riportato alcun sintomo al momento del test, e i rimanenti casi positivi avevano sintomi lievi, come tosse o raffreddore.

Le donne risultano un po’ meno suscettibili all’infezione rispetto agli uomini adulti (11% VS 16.7%), così come i bambini al di sotto dei 10 anni (6.7%).

Ciò suggerisce che, mentre fino ad oggi gli sforzi del sistema sanitario pubblico sono stati efficaci nel rallentare la diffusione dell’epidemia, ulteriori azioni, compreso lo screening di massa della popolazione, saranno fondamentali per sostenere un ulteriore impegno a contenere la diffusione del virus nel lungo periodo in Islanda e nel mondo. Lo Studio offre anche informazioni relative alla mappatura genetica del virus e ha consentito di disegnare un albero genealogico dei diversi aplotipi trovati (stringhe di sequenze geniche varianti). Infatti le Autorità sanitarie islandesi hanno iniziato a testare all'inizio di febbraio coloro che rientravano da zone ad alto rischio (principalmente stazioni sciistiche alpine), con probabili sintomi della malattia, sostanzialmente un mese prima dell'identificazione della prima infezione da SARS-Cov2, manifestatasi il 28 febbraio.

deCODE ha, poi, sequenziato i campioni virali prelevati da 643 persone, per individuare i diversi ceppi del virus, per scoprire come è arrivato in Islanda, come si è diffuso, e come ha mutato caratteristiche dopo il suo arrivo.

L'analisi delle sequenze dimostra che i ceppi del virus rilevati nei primi test appartenevano quasi interamente al sottotipo virale A2 originario dell'Austria e dell'Italia, arrivato in Islanda attraverso persone che rientravano da vacanze sciistiche. I casi identificati nei test eseguiti più recentemente da deCODE mostrano, invece, che sono diventati comuni vari ceppi del sottotipo virale A1, prevalenti in Paesi come il Regno Unito. Questo significa che il virus è entrato in Islanda da Paesi diversi, compresi quelli che inizialmente erano considerati a basso rischio, come questi ultimi. L’Azienda ha, poi, anche identificato 409 mutazioni nei campioni di virus testati, tra cui 291 nuove mutazioni che non sono state identificate altrove.

Le Autorità sanitarie islandesi e deCODE stanno continuando i rispettivi programmi di test per individui ad alto rischio e popolazione generale, con nuovi dati pubblicati quotidianamente su https://www.covid.is/data. I risultati di questo Studio daranno al resto del mondo una base scientifica più solida per assumere provvedimenti in materia di salute pubblica.

di Rossella Gemma

“Oggi registriamo un dato di 118 casi di positività, si conferma il rallentamento del trend che per la prima volta scende sotto al 3% e per la prima volta diminuisce il dato complessivo dei ricoverati nelle terapie intensive: - 5 passando, da 197 di ieri a 192 di oggi. Ora non bisogna mollare. A Viterbo si registra il dato più basso nelle ultime 24h con 2 casi e zero decessi, mentre Roma città continua il rallentamento con 26 casi. Proseguono i controlli nelle case di cura e le RSA su tutto il territorio arrivati a oltre il 60%. Sono online sul sito SaluteLazio.it le mappe tematiche dell’incidenza cumulativa nel Lazio". Così l'assessore alla Sanità e l’Integrazione Sociosanitaria della Regione Lazio Alessio D’Amato, nella ormai consueta conferenza stampa giornaliera. 

"Un lavoro straordinario per cui desidero ringraziare l’alta professionalità del Servizio regionale sorveglianza malattie infettive SERESMI – Spallanzani e del Dipartimento di Epidemiologia (DEP) due strumenti straordinari che, accanto alla rete sanitaria, ci sta consentendo di lavorare con evidenza scientifica e tempestività. Questa mattina ho inoltre visitato il COVID Hospital dell’Eastman e ho potuto apprezzare il lavoro straordinario che svolge per la rete regionale. Sono coinvolti oltre 600 operatori tra infermieri e medici del Policlinico Umberto I ai quali va un sentito ringraziamento. All’Ospedale pediatrico Bambino Gesù sono 6 i pazienti COVID ricoverati, mentre 2 i bambini dimessi ieri. La buona notizia arriva dai 3 neonati e le 2 mamme di Civitavecchia che sono risultati negativi al secondo tampone. Sono in continua crescita i guariti che salgono di 44 unità nelle ultime 24h arrivando a 546 totali. Sono usciti dalla sorveglianza domiciliare in 13.345 e i decessi nelle ultime 24h sono stati 9”, commenta l’Assessore D’Amato.

La nuova app della Regione ‘LazioDrCovid’ in collaborazione con i medici di medicina generale e i pediatri di libera scelta, ha già registrato oltre 83 mila utenti che hanno scaricato l’applicazione e 2.200 medici di famiglia e 310 pediatri di libera scelta collegati. Per quanto riguarda infine i DPI – dispositivi di protezione individuale oggi sono in distribuzione presso le strutture sanitarie: 68.300 mascherine chirurgiche, 29.500 maschere FFP2, 5.250 maschere FFP3, 12.800 camici impermeabili, 24.400 calzari, 63.500 guanti e 50.000 cuffie.

La situazione nelle Asl e A.O:                        

Asl Roma 1 – 6 nuovi casi positivi. 3 I pazienti che sono guariti. 1.511 le persone che sono uscite dall’isolamento domiciliare. Proseguono i controlli nelle RSA e case di riposo del territorio;

Asl Roma 2 – 12 nuovi casi positivi. 5 i pazienti che sono guariti. 32 le persone che sono uscite dall’isolamento domiciliare. Due casi sospetti del Selam Palace di ieri negativi al tampone. Continuano i controlli nelle RSA e case di riposo del territorio;

Asl Roma 3 – 8 nuovi casi positivi. 1.623 le persone che sono uscite dall’isolamento domiciliare. Continuano i controlli nelle RSA e case di riposo del territorio;

Asl Roma 4 – 2 nuovi casi positivi. 4 i pazienti che sono guariti. Deceduto uomo di 90 anni all’Ospedale San Paolo di Civitavecchia. 1.684 le persone che sono uscite dall’isolamento domiciliare. Si sono conclusi i controlli su tutte le RSA e case di riposo del territorio;

Asl Roma 5 – 16 nuovi casi positivi. 8 i pazienti che sono guariti. Deceduta una donna di 92 anni all’Ospedale di Palestrina. 1.690 le persone che sono uscite dall’isolamento domiciliare. All’Ospedale di Palestrina sono ricoverati 37 pazienti;

Asl Roma 6 – 33 nuovi casi positivi. 1 paziente è guarito. Deceduto un uomo di 63 anni. 91 le persone che sono uscite dall’isolamento domiciliare. Operativo il laboratorio per il test COVID a Genzano: già effettuati 80 tamponi. Completate le verifiche sulle strutture socio assistenziali del territorio. All’Ospedale dei Castelli sono ricoverati 62 pazienti di cui 2 in terapia intensiva;

Asl di Latina – 5 nuovi casi positivi. Non si registrano decessi nelle ultime 24 ore. 1 paziente è guarito. 4.016 persone sono uscite dall’isolamento domiciliare. Attivati ulteriori 14 posti letto all’Ospedale Goretti di Latina;

Asl di Frosinone – 7 nuovi casi positivi. Non si registrano decessi nelle ultime 48 ore. 6 pazienti sono guariti. 308 le persone che sono uscite dall’isolamento domiciliare;

Asl di Viterbo - 3 nuovi casi positivi. Non si registrano decessi nella ultime 48 ore. 7 pazienti sono guariti. 2.354 le persone che sono uscite dall’isolamento domiciliare. Si stanno eseguendo i tamponi nella casa di riposo Villa Noemi di Celleno;

Asl di Rieti – 26 nuovi casi positivi di cui 12 riferibili alla casa di riposo Il Gabbiano di Fara Sabina. Decedute 2 donne di 90 e 96 anni con pregresse patologie. 2 pazienti sono guariti. 36 le persone che sono uscite dall’isolamento domiciliare. Continuano i controlli nelle case di riposo, controllato il 100% delle RSA del territorio;

Policlinico Umberto I – 6 pazienti sono guariti. 2 decessi: un uomo di 70 anni e un uomo di 68 anni, entrambi con patologie preesistenti. Ricoverati 188 pazienti di cui 26 in terapia intensiva;

Azienda Ospedaliera San Giovanni - si sta attivando il laboratorio per il test COVID h24;

Azienda Ospedaliera Sant’Andrea - 1 solo caso positivo in accesso al pronto soccorso. 111 i pazienti ricoverati. 4 i pazienti dimessi;

Policlinico Gemelli - 2 decessi: un uomo di 77 anni e una donna di 81 anni, entrambi con patologie pregresse. 239 i pazienti ricoverati di cui 38 in terapia intensiva;

Policlinico Tor Vergata – Attivati ulteriori 4 posti letto di terapia intensiva COVID;

Azienda Ospedaliera San Camillo - Operativo il laboratorio per il test COVID;

Ospedale Pediatrico Bambino Gesù - 6 pazienti COVID ricoverati. 2 i bambini dimessi ieri. I 3 neonati e le 2 mamme di Civitavecchia sono negativi al secondo tampone. In arrivo un ricovero da Frosinone mamma e 2 figli tutti positivi;

IFO - Da oggi operativo il laboratorio per il test COVID;

Università Campus Bio-Medico – Al COVID Center Campus Biomedico attivati ulteriori 16 posti letto COVID. 8 i pazienti ricoverati in terapia intensiva e 2 in degenza ordinaria.