Comunicati

News Letter dell'ordine

di Rossella Gemma

Sanofi in accordo con l’AIFA, desidera informare tutti gli operatori sanitari che, nonostante le tensioni sul sistema distributivo dovute all’emergenza sanitaria COVID-19, la specialità farmaceutica Plaquenil 200 mg compresse (idrossiclorochina), indicata per pazienti affetti da artrite reumatoide e LES (lupus eritematoso sistemico), non è allo stato attuale carente né sul canale ospedaliero, né sul canale pubblico, lo rende noto una circolare Federfarma.

In considerazione del significativo aumento delle richieste e della necessità di garantire la continuità terapeutica ai pazienti reumatici che resta una priorità assoluta per Sanofi, il comunicato chiarisce che Sanofi in accordo con l’AIFA ha messo in atto un piano di contingentamento delle scorte attualmente disponibili sul canale pubblico.

In tale frangente, per fare fronte a tutte le richieste ricevute, Sanofi richiede un significativo supporto da parte dei professionisti sanitari per la razionalizzazione dell’uso del medicinale:

  • riservando l’utilizzo del PLAQUENIL solo nei casi in cui sia considerato essenziale, per garantire la continuità terapeutica
  • evitando l’accaparramento in virtù del fatto che il medicinale è dispensabile solo su prescrizione medica
  • evitando l’accumulo di scorte
  • rivolgendosi sempre al proprio grossista territoriale in quanto il canale distributivo è già stato regolarmente rifornito
  • Ricordando a chi prescrive Plaquenil per il trattamento di pazienti COVID-19 di trasmettere tempestivamente all’area pre-autorizzazione dell’AIFA i dati relativi ai pazienti trattati secondo le modalità indicate nel sito AIFA «Emergenza COVID-19», al seguente indirizzo: https://www.aifa.gov.it/emergenza-covid-19, come previsto dal decreto 17 marzo 2020. Per necessità in carattere di urgenza il comunicato invita i professionisti sanitari e tutti gli operatori a far riferimento al Numero Verde del Customer Service al n. 800-103330 oppure all’indirizzo e-mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. per ricevere le istruzioni per effettuare un ordine diretto dedicato (secondo le reali necessità del paziente) secondo il DL219 art. 105 comma 4.

Sanofi, infine, sottolinea che le quantità di medicinale necessarie al trattamento dei pazienti COVID-19 saranno disponibili sul canale ospedaliero e dispensate dalle farmacie ospedaliere, come da Det. AIFA n. DG 258 del 17.3.2020 pubblicata sulla GU n. 69 del 17.3.2020.

 

di Rossella Gemma

La gravità e il tasso di letalità del coronavirus sono ampiamente sovrastimati perché i casi non identificati sono nettamente superiori a quelli dichiarati.
Questo solo uno degli aspetti emersi dalle analisi indipendenti realizzate dalla Fondazione Gimbe sull'epidemia in Italia da Covid-19. A poco più di 3 settimane dal primo caso di Codogno, Gimbe risponde con i dati ai quesiti più frequenti e rilevanti di cittadini, decisori, professionisti sanitari e media. Il presidente della Fondazione Nino Cartabellotta evidenzia che l'assenza di un piano pandemico unico in Europa, dove i singoli Paesi stanno adottando differenti modalità di gestione dell'epidemia, «rischia di vanificare le misure draconiane messe in atto da alcuni paesi (in primis l'Italia), a causa degli inevitabili "casi di rientro"; in secondo luogo, i picchi dell'epidemia avverranno in tempi diversi tra i vari paesi e le conseguenze saranno legate all'efficacia dei vari sistemi sanitari; infine, sarà molto più difficile predisporre misure straordinarie per fronteggiare la recessione economica se i paesi del G7 e del G20 si troveranno disallineati nella gestione dell'epidemia e delle sue conseguenze sui mercati finanziari».

I dati ufficiali spaventano gli italiani. L'aggiornamento del 16 marzo (che non include i dati della Puglia e della Prov. Aut. di Trento), riporta 27.980 casi: 1.851 (6,6%) pazienti in terapia intensiva; 11.025 (39,4%) ricoverati con sintomi; 10.197 (36,4%) in isolamento domiciliare; 2.749 (9,8%) dimessi guariti; 2.158 i decessi (7,7%). «Questa distribuzione di gravità della malattia - spiega il Presidente - appare molto più severa di quella cinese».
Considerato che in Italia i tamponi vengono effettuati prevalentemente sui soggetti sintomatici, la gravità di Covid-19 è ampiamente sovrastimata. «Assumendo una distribuzione di gravità della malattia sovrapponibile a quella delle coorte cinese - spiega Cartabellotta - si può ipotizzare che la parte sommersa dell'iceberg contenga oltre 70.000 casi lievi/asintomatici non identificati».
Oltre che dall'esecuzione dei tamponi prevalentemente ai soggetti sintomatici, viene anche sovrastimato dai soggetti positivi deceduti per altre cause, per i quali si deve attendere la conferma della causa di morte dall'Iss. Al di là dei numeri assoluti dei contagi, bisogna tenere d'occhio l'incremento percentuale dei nuovi casi che nelle ultime 2 settimane si è attestato intorno al 20-25%. Tuttavia, le modalità di diffusione dell'epidemia in Italia permettono di identificare 4 "contenitori" con dinamiche differenti: Lombardia; Emilia Romagna e Veneto; Regioni confinanti; tutte le altre Regioni. I 4 "contenitori" hanno un'impennata della curva molto simile, ma ritardata di 4-5 giorni l'uno rispetto all'altro.
«Se da un lato - spiega il Presidente - il numero di casi limitati nelle "altre Regioni", prevalentemente del centro-sud, genera un pericoloso senso di tranquillità, dall'altro rappresenta un grande vantaggio per ridurre la circolazione del virus grazie alle misure di distanziamento sociale che in quelle regioni sarebbero molto più tempestive».

La recente crescita dei casi in Spagna, Francia, Germania, dimostra che per tutti i paesi europei la battaglia è analoga a quella italiana, con un ritardo di 7-9 giorni. «Tutti i paesi hanno avuto la possibilità di giocare d'anticipo - spiega Cartabellotta - avendo già visto il film italiano, ma hanno perseguito politiche attendiste contro un virus che si diffonde alla velocità della luce, e da cui si ritenevano immuni». È il caso della Gran Bretagna, dove il premier Boris Johnson ha sostenuto a lungo l'idea dell'immunità di gregge. Solamente ora che i casi sono arrivati ad oltre 1500, si è deciso di attuare misure drastiche. È stato imposto uno stop a viaggi e spostamenti non indispensabili e a «contatti sociali non essenziali». Johnson non decreta per il momento bandi o divieti formali, almeno in attesa del varo in Parlamento di una legislazione di emergenza ad hoc questa settimana. Ma dà indicazioni draconiane valide per tutti, «senza eccezioni», per adeguare anche il suo Paese a quel «distanziamento sociale» che l'Oms predica.
Intanto, nel corso della videoconferenza tra i Paesi del G7 la presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen, ha dichiarato che proporrà ai nostri partner «di introdurre una restrizione temporanea ai viaggi non essenziali verso l'Ue». Restrizioni che dureranno inizialmente per «un periodo di trenta giorni per non diffondere ulteriormente il virus, sia arrivando nell'Ue che lasciandola», ha spiegato von der Leyen.

di Rossella Gemma

Si è appena conclusa alla presenza dell'assessore alla Sanità e l’Integrazione Sociosanitaria della Regione Lazio Alessio D’Amato l’odierna videoconferenza della task-force regionale per il COVID-19 con i direttori generali delle Asl.

La situazione nelle Asl e A.O:

Asl Roma 1 – 3 i nuovi casi positivi. 43 le persone uscite dalla sorveglianza domiciliare mentre 252 persone restano in sorveglianza domiciliare;

Asl Roma 2 – Nessun nuovo caso positivo. 987 le persone in sorveglianza domiciliare;

Asl Roma 3 – Nessun nuovo caso positivo. 70 le persone che sono uscite dalla sorveglianza domiciliare, ne restano in sorveglianza 350;

Asl Roma 4 –1 nuovo caso positivo. 58 le persone che sono uscite dalla sorveglianza domiciliare, ne restano in sorveglianza 122;

Asl Roma 5 – Nessun nuovo caso positivo. 45 le persone uscite dalla sorveglianza domiciliare, ne restano in sorveglianza domiciliare 1.104. 2 i posti di terapia intensiva attivabili;

Asl Roma 6 – 5 nuovi casi positivi. 748 le persone in sorveglianza domiciliare;

Asl di Latina – 2 nuovi casi. Deceduto un uomo di 83 anni all’Ospedale Goretti arrivato da RSA di Cassino. 876 le persone in sorveglianza domiciliare;

Asl di Frosinone – 5 nuovi casi positivi. 9 usciti dalla sorveglianza domiciliare, ne restano 319 in sorveglianza;

Asl di Viterbo – 3 nuovi casi positivi. 152 in sorveglianza domiciliare più 97 in sorveglianza alla Casa dello Studente;

Asl di Rieti – Nessun nuovo caso positivo. 117 le persone in sorveglianza domiciliare. Dal 16 Marzo 8 posti letto di terapia intensiva in più.

di Rossella Gemma

La Società Italiana di Neurologia in prima linea in occasione della Giornata delle Malattie Rare che si celebra domani 29 febbraio. Ben oltre il 50% di queste patologie ha, infatti, una componente neurologica e coinvolge nella loro sintomatologia il sistema nervoso centrale, quello periferico e il muscolo. Sono oltre 6000 le patologie rare, definite orfane poiché spesso prive di terapie e di un’adeguata organizzazione assistenziale.

“Il Gruppo di Studio SIN di Neurogenetica Clinica e Malattie Rare - afferma il Prof. Antonio Federico, già Direttore della Clinica Neurologica di Siena e professore emerito presso di questa università - ha recentemente pubblicato su Neurological Science un articolo su un sondaggio relativo alla conoscenza dei neurologi italiani nell’ambito delle malattie rare, con il risultato che ancora molto lavoro è necessario per rendere tali malattie meno “orfane”. Basti pensare che il 25% dei pazienti rari nel nostro Paese attende da 5 a 30 anni per ricevere conferma di una diagnosi; 1 su 3 è costretto a spostarsi in un’altra Regione per ricevere quella esatta. Convivere con una patologia rara rappresenta ogni giorno una sfida ed è quindi fondamentale ricevere il sostegno della propria comunità scientifica, soprattutto nel difficile passaggio del paziente dall’età pediatrica a quella adulta che può provocare alcune lacune nella diagnosi della malattia”.

Nell’intero percorso diagnostico e terapeutico il neurologo rappresenta il primo interlocutore valido per tutte le malattie neurologiche rare. Inoltre, un numero enorme di queste patologie sono così rare da richiedere spesso un approccio multidisciplinare. Per questo motivo, diventa sempre più importante condividere le informazioni, facendo networking tra tutti i centri specializzati, le istituzioni, i medici e i ricercatori, al fine di garantire al paziente un’organizzazione assistenziale efficiente e adeguate possibilità terapeutiche.

Sono molti i neurologi italiani impegnati a livello europeo partecipando attivamente alle attività delle ERN (European References Networks), quelle strutture cui fanno capo i migliori centri specialistici e che hanno come missione il miglioramento degli standard assistenziali e di ricerca, oltre lo sviluppo di linee guida diagnostiche e terapeutiche. Tale numero si è arricchito di nuove entrate nel 2020 .

All’interno dell’ERN Rare Neurologic Diseases è in stato avanzato di realizzazione un importante progetto finanziato dalla Unione Europea sulle malattie neurologiche rare senza diagnosi, rivolto alla individuazione di nuovi geni di malattia, finora sconosciuti.

La rivista internazionale Neurological Sciences, organo della SIN, diretta dal prof. Antonio Federico, anche coordinatore della Task Force della European Academy of Neurology, anche quest’anno partecipa alla Giornata Mondiale delle Malattie Rare con un editoriale del direttore che riporta i principali articoli pubblicati nel 2019 (oltre 60 su 440 articoli pubblicati). https://rdcu.be/b1KH4

Il prof. Federico, inoltre, sia a livello nazionale che a livello europeo sta stimolando l’organizzazione di piani fisioterapeutici personalizzati nell’ambito delle diverse forme di malattie neurologiche rare, individuando nella riabilitazione cronica un importante supporto per rallentare la evoluzione della malattia, insieme alle importanti conquiste di nuove terapie che interferiscono direttamente sulla loro patogenesi.

di Rossella Gemma

E' stato pubblicato in Gazzetta ufficiale il decreto legge 'Misure urgenti in materia di contenimento e gestione dell'emergenza epidemiologica da Covid-19' approvato ieri dal governo. Il dl è in vigore da oggi. Ecco il testo

Tenuto conto che l'Organizzazione mondiale della sanità il 30 gennaio 2020 ha dichiarato l'epidemia da COVID-19 un'emergenza di sanità pubblica di rilevanza internazionale; Preso atto dell'evolversi della situazione epidemiologica, del carattere particolarmente diffusivo dell'epidemia e dell'incremento dei casi e dei decessi notificati all'Organizzazione mondiale della sanità; Ritenuta la straordinaria necessità ed urgenza di emanare
disposizioni per contrastare l'emergenza epidemiologica da COVID-19, adottando misure di contrasto e contenimento alla diffusione del  predetto virus;

Vista la deliberazione del Consiglio dei ministri, adottata nella riunione del 22 febbraio 2020; Sulla proposta del Presidente del Consiglio dei ministri e del Ministro della salute, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze;

Emana il seguente decreto-legge

ART.1

Misure urgenti per evitare la diffusione del COVID-19

1. Allo scopo di evitare il diffondersi del COVID-19, nei comuni o
nelle aree nei quali risulta positiva almeno una persona per la quale
non si conosce la fonte di trasmissione o comunque nei quali vi e' un
caso non riconducibile ad una persona proveniente da un'area gia'
interessata dal contagio del menzionato virus, le autorità competenti
sono tenute ad adottare ogni misura di contenimento e gestione
adeguata e proporzionata all'evolversi della situazione
epidemiologica.

2. Tra le misure di cui al comma 1, possono essere adottate anche le
seguenti:

a) divieto di allontanamento dal comune o dall'area interessata da
parte di tutti gli individui comunque presenti nel comune o nell'area;

b) divieto di accesso al comune o all'area interessata;

c) sospensione di manifestazioni o iniziative di qualsiasi natura, di
eventi e di ogni forma di riunione in luogo pubblico o privato, anche
di carattere culturale, ludico, sportivo e religioso, anche se svolti
in luoghi chiusi aperti al pubblico;

d) sospensione dei servizi educativi dell'infanzia e delle scuole di
ogni ordine e grado, nonché della frequenza delle attività scolastiche
e di formazione superiore, compresa quella universitaria, salvo le
attività formative svolte a distanza;

e) sospensione dei servizi di apertura al pubblico dei
musei e degli altri istituti e luoghi della cultura di cui
all'articolo 101 del codice dei beni culturali e del paesaggio, di cui
al decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42, nonché dell'efficacia
delle disposizioni regolamentari sull'accesso libero o gratuito a tali
istituti e luoghi;

f) sospensione dei viaggi d'istruzione organizzati dalle istituzioni
scolastiche del sistema nazionale d'istruzione, sia sul territorio
nazionale sia all'estero, trovando applicazione la disposizione di cui
all'articolo 41, comma 4, del decreto legislativo 23 maggio 2011, n.
79;

g) sospensione delle procedure concorsuali per l'assunzione di
personale;

h) applicazione della misura della quarantena con sorveglianza attiva
agli individui che hanno avuto contatti stretti con casi confermati di
malattia infettiva diffusiva;

i) previsione dell'obbligo da parte degli individui che hanno fatto
ingresso in Italia da zone a rischio epidemiologico, come identificate
dall'Organizzazione mondiale della sanità, di comunicare tale
circostanza al Dipartimento di prevenzione dell'azienda sanitaria
competente per territorio, che provvede a comunicarlo all'autorità
sanitaria competente per l'adozione della misura di permanenza
domiciliare fiduciaria con sorveglianza attiva;

j) chiusura di tutte le attività commerciali, esclusi
gli esercizi commerciali per l'acquisto dei beni di prima necessità;

k) chiusura o limitazione dell'attività degli uffici pubblici, degli
esercenti attività di pubblica utilità e servizi pubblici essenziali
di cui agli articoli 1 e 2 della legge 12 giugno 1990, n. 146,
specificamente individuati;

l) previsione che l'accesso ai servizi pubblici essenziali e agli
esercizi commerciali per l'acquisto di beni di prima necessità sia
condizionato all'utilizzo di dispositivi di protezione individuale o
all'adozione di particolari misure di cautela individuate
dall'autorità competente;

m) limitazione all'accesso o sospensione dei servizi del trasporto di
merci e di persone terrestre, aereo, ferroviario, marittimo e nelle
acque interne, su rete nazionale, nonché di trasporto pubblico locale,
anche non di linea, salvo specifiche deroghe previste dai
provvedimenti di cui all'articolo 3;

n) sospensione delle attività lavorative per le imprese, a esclusione
di quelle che erogano servizi essenziali e di pubblica utilità e di
quelle che possono essere svolte in modalità domiciliare;

o) sospensione o limitazione dello svolgimento delle attività
lavorative nel comune o nell'area interessata nonché delle attività
lavorative degli abitanti di detti comuni o aree svolte al di fuori
del comune o dall'area indicata, salvo specifiche deroghe, anche in
ordine ai presupposti, ai limiti e alle modalità di svolgimento del
lavoro agile, previste dai provvedimenti di cui all'articolo 3.


ART. 2

Ulteriori misure di gestione dell'emergenza

1. Le autorità competenti possono adottare ulteriori misure di
contenimento e gestione dell'emergenza, al fine di prevenire la
diffusione dell'epidemia da COVID-19 anche fuori dai casi di cui
all'articolo 1, comma 1.

Art. 3

Attuazione delle misure di contenimento

1. Le misure di cui agli articoli 1 e 2 sono adottate, senza nuovi o
maggiori oneri per la finanza pubblica, con uno o piu' decreti del
Presidente del Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro della
salute, sentito il Ministro dell'interno, il Ministro della difesa, il
Ministro dell'economia e delle finanze e gli altri Ministri competenti
per materia, nonché i Presidenti delle regioni competenti, nel caso
in cui riguardino esclusivamente una sola regione o alcune specifiche
regioni, ovvero il Presidente della Conferenza dei presidenti delle
regioni, nel caso in cui riguardino il territorio nazionale.

2. Nelle more dell'adozione dei decreti del Presidente del Consiglio
dei ministri di cui al comma 1, nei casi di estrema necessità ed
urgenza le misure di cui agli articoli 1 e 2 possono essere adottate
ai sensi dell'articolo 32 della legge 23 dicembre 1978, n. 833,
dell'articolo 117 del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112, e
dell'articolo 50 del testo unico delle leggi sull'ordinamento degli
enti locali, approvato con decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267.

3. Sono fatti salvi gli effetti delle ordinanze
contingibili e urgenti già adottate dal Ministro della salute ai
sensi dell'articolo 32 della legge 23 dicembre 1978, n. 833.

4. Salvo che il fatto non costituisca più grave reato, il mancato
rispetto delle misure di contenimento di cui al presente decreto è
punito ai sensi dell'articolo 650 del codice penale.

5. Il Prefetto, informando preventivamente il Ministro dell'interno,
assicura l'esecuzione delle misure avvalendosi delle Forze di polizia
e, ove occorra, delle Forze armate, sentiti i competenti comandi
territoriali.

6. I termini del controllo preventivo della Corte dei conti, di cui
all'articolo 27, comma 1, della legge 24 novembre 2000, n. 340, sono
dimezzati. In ogni caso i provvedimenti emanati in attuazione del
presente articolo durante lo svolgimento della fase del controllo
preventivo della Corte dei conti sono provvisoriamente efficaci,
esecutori ed esecutivi, a norma degli articoli 21-bis, 21-ter e
21-quater, della legge 7 agosto 1990, n. 241.


Art. 4

Disposizioni finanziarie

1. Per far fronte agli oneri derivanti dallo stato di emergenza
sanitaria dichiarato con delibera del Consiglio dei ministri del 31
gennaio 2020, lo stanziamento previsto dalla medesima delibera è
incrementato di 20 milioni di euro per l'anno 2020 a valere sul Fondo
per le emergenze nazionali previsto dall'articolo 44 del codice della
protezione civile, di cui al decreto legislativo 2 gennaio 2018, n.1,
che a tal fine è corrispondentemente incrementato.

2. Agli oneri derivanti dal comma 1 pari ad euro 20 milioni per l'anno
2020, si provvede mediante corrispondente riduzione
dell'autorizzazione di spesa di cui all'articolo 19, comma 1, lettera
b), del decreto-legge 26 ottobre 2019, n. 124. Ai fini dell'immediata
attuazione delle disposizioni recate dal presente decreto, il Ministro
dell'economia e delle finanze è autorizzato ad apportare con propri
decreti, le occorrenti variazioni di bilancio.

Entrata in vigore

1. Il presente decreto entra in vigore il giorno stesso della sua
pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana e
sara' presentato alle Camere per la conversione in legge. Il presente
decreto, munito del sigillo dello Stato, sara' inserito nella Raccolta
ufficiale degli atti normativi della Repubblica italiana. E' fatto
obbligo a chiunque spetti di osservarlo e di farlo osservare.

di Rossella Gemma

Primi italiani contagiati da coronavirus in Italia. Si tratta di sei persone. Uno, di 38 anni, è in prognosi riservata, con insufficienza respiratoria ed e' ricoverato all'ospedale di Codogno (Lodi). Le sue condizioni sono ritenute molto gravi. L'uomo - che nelle settimane scorse sarebbe andato a cena con un collega tornato dalla Cina - si è presentato ieri al Pronto soccorso. Altri due, sono la moglie del 38enne, che è un'insegnante (al momento non lavora) ed è anche in stato di gravidanza e una terza persona che si è presentata spontaneamente in ospedale con i sintomi della polmonite e che si sarebbe vista nei giorni scorsi con l'uomo ora ricoverato a Codogno.

Il collega che era rientrato dalla Cina - cioè il possibile 'paziente zero' - è stato accompagnato al Sacco di Milano dove si trova in isolamento. L'assessore al Welfare della Lombardia, Giulio Gallera, ha invitato i cittadini di Castiglione d'Adda e Codogno a "restare a casa" a scopo precauzionale.

Gallera ha spiegato che "sono stati gia' effettuati tutti gli accertamenti diagnostici necessari" sull'intero staff medico e sanitario dell'ospedale di Codogno. Gli ingressi dell'ospedale sono stati completamente sbarrati al pubblico.

Il premier Giuseppe Conte annuncia che è stata disposta una quarantena per tutti quelli che sono entrati in contatto con i contagiati (che secondo quanto si è appreso sarebbero circa una sessantina), ma invita a "mantenere la calma". La linea di massima precauzione adottata dall'Italia sul Coronavirus, assicura, "ci consente di scacciare via qualsiasi allarmismo sociale e qualsiasi panico".

Dopo la riunione del Comitato tecnico scientifico, che ha vagliato le segnalazioni di nuovi casi di Coronavirus, il Ministro della Salute Speranza ha emanato un'ordinanza che prevede, secondo quanto apprende l'ANSA, una quarantena obbligatoria per chi sia entrato in contatto stretto con un caso risultato positivo e dispone la sorveglianza attiva con "permanenza domiciliare fiduciaria per chi è stato in aree a rischio negli ultimi 14 giorni con obbligo di segnalazione alle autorità sanitarie locali".

Roberto Speranza, il viceministro Pierpaolo Sileri e il ministro della Difesa Lorenzo Guerini annunciano che andranno in Lombardia per seguire più da vicino la vicenda. L'immunologo Roberto Burioni, intanto, lancia un appello: "Chi torna dalla Cina - scrive su facebook - deve stare in quarantena. Senza eccezioni. Spero che i politici lo capiscano perché le conseguenze di un errore sarebbero irreparabili".

Rassicuranti, invece, le notizie che arrivano da Roma. Sarebbe guarito il giovane ricercatore che era stato ricoverato allo Spallanzani di Roma visto che "risulta persistentemente negativo al test sul coronavirus".

Sono usciti, infine, dalla quarantena i 55 connazionali che erano stati rimpatriati da Wuhan ed erano stati tenuti in isolamento alla Cecchignola dove stanno invece per arrivare gli italiani rimasti in isolamento sulla nave al largo del Giappone.

di Rossella Gemma

Sono in corso valutazioni per "ulteriori misure di prevenzione sui cittadini di ritorno dalle aree a rischio" per il nuovo coronavirus. E' quanto ha stabilito la riunione del tavolo tecnico scientifico che si è riunito ieri mattina dopo l'incontro della task-force coronavirus 2019-nCoV del ministero della Salute alla presenza del ministro, Roberto Speranza.

Intanto dall’Istituto Spallanzani, si apprende che i due pazienti cinesi ricoverati ricevono dal 4 febbraio terapia antivirale sperimentale. Tali farmaci sono indicati dall’Organizzazione Mondiale della Sanità come i più promettenti sulla base dei dati disponibili. Il lopinavir/ritonavir è un antivirale comunemente utilizzato per la infezione da HIV che mostra attività antivirale anche sui coronavirus.nIl remdesivir è stato ottenuto grazie alla disponibilità dell’azienda farmaceutica produttrice, attraverso una procedura effettuata tempestivamente grazie all’impegno del Comitato Etico del nostro Istituto, dell’AIFA, delle dogane, e dell’USMAF di Milano Malpensa. Il remdesivir è un antivirale già utilizzato per la Malattia da Virus Ebola, ed è potenzialmente attivo contro l’infezione da nuovo coronavirus.

La Russia, nel frattempo annuncia possibili misure contro il caro prezzi. “Le farmacie che hanno aumentato i prezzi dei farmaci antivirali e delle mascherine usa e getta dovrebbero avere la licenza annullata”. Lo ha dichiarato il presidente russo Vladimir Putin nel corso della riunione governativa sul coronavirus. "Bisogna ritirare le loro licenze, dato che hanno deciso di fare soldi sulla situazione, tutto qui", ha detto Putin. "Tanto di farmacie ce ne sono in abbondanza, se se ne chiudono due o tre non ci saranno conseguenze negative, almeno imparano per la prossima volta", ha aggiunto. Nel corso della riunione è emerso che alcune farmacie hanno alzato i prezzi per le mascherine usa e getta a 70-100 rubli (1-1,50 euro) sebbene prima di capodanno costassero 1-1,5 rubli l'una.

 

di Rossella Gemma

Dopo il rientro dei 56 italiani dalla Cina, ora in isolamento al Celio per 15 giorni, non destano preoccupazione gli ultimi bollettini medici dello Spallanzani dove risultano ricoverati 19 pazienti tutti sotto osservazione. Di questi, 2 sono la coppia di coniugi cinesi positivi al test del nuovo coronavirus. “Le loro condizioni generali di salute sono stazionarie – si legge nel bollettino - entrambi presentano polmonite virale con interessamento alveolo interstiziale bilaterale” sottolinea la nota.

Si sta anche procedendo, intanto, al rafforzamento degli organici del personale medico nei porti e negli aeroporti italiani e sono allo studio misure finalizzate al controllo anche sui voli di transito indiretti dalla Cina. Sono alcune delle azioni, secondo quanto si apprende, sulle quali sta lavorando il ministero della Salute che ieri ha partecipato alla riunione del G7 dei ministri della Salute.

Intanto, dopo l’isolamento del virus da parte delle ricercatrici dello Spallanzani, aziende farmaceutiche e istituti di ricerca pubblici mettono in campo le forze e accelerano i tempi per trovare nuove armi in grado di contrastare il coronavirus 2019-nCoV, diventato in poco tempo emergenza internazionale. E qualora queste dovessero essere individuate, come spiega l'Agenzia Italiana del Farmaco (Aifa), potrebbero beneficiare di percorsi autorizzativi accelerati. L'impegno in questo senso ha visto infatti in prima linea accademici e istituti di salute pubblica. Come l'Università australiana del Queensland, che vi sta lavorando insieme al National Institutes of Health statunitense. In parallelo, in Cina, è stato approvato il progetto per un vaccino RNA che sarà  sviluppato dallo Shanghai East Hospital dell'Università Tongji.

Mentre nel nostro Paese, l'impegno è stato preso da due società di biotecnologia di Roma, Takis ed Evvivax.  Avvantaggiata dall'esperienza fatta per precedenti epidemie, la farmaceutica Janssen, controllata della multinazionale Johnson&Johnson, ha iniziato a sviluppare un vaccino contro il coronavirus di Wuhan. Per realizzarlo sfrutterà le stesse tecnologie usate nello sviluppo e nella produzione di quello contro l'Ebola, già in uso in Congo, e per i candidati vaccini contro Zika, Hiv e virus respiratorio sinciziale (Vrs). Ha inoltre avviato una collaborazione per sottoporre a screening una gamma di terapie antivirali, già autorizzate per altre malattie, che potrebbero rivelarsi efficaci per aiutare i pazienti a sopravvivere all'infezione e a ridurre la gravità nei casi non letali. "Le aziende - spiega il presidente di Farmindustria Massimo Scaccabarozzi -sono pronte a mettere in campo le proprie conoscenze. Vista la situazione di particolare emergenza, ci auguriamo quanta più collaborazione possibile, sia tra ricerca pubblica e ricerca privata, sia tra aziende stesse, in termini di scambio di informazioni". Ma, una volta che le possibili soluzioni verranno individuate, quanto tempo sarà necessario per renderle disponibili alla popolazione? A spiegarlo all'Ansa sono gli esperti dell'Aifa. "Per procedere a una rapida valutazione e immissione in commercio, gli enti regolatori preposti prevedono procedure di autorizzazione accelerate (fast track) da utilizzare in situazioni di emergenza particolari, così come accaduto ad esempio per il virus H1n1. Per ora però nessuna indicazione ci è stata fornita dall'Agenzia Europea dei medicinali (Ema)".

E mentre si rincorrono le notizie più disparate, per fare chiarezza e dare le giuste informazioni ai cittadini, Federfarma ha predisposto basandosi sulle indicazioni elaborate dal Ministero della Salute, una locandina e un leaflet informativo in formato elettronico, che le Associazioni Provinciali, o anche le singole farmacie, possono stampare e distribuire. Per comodità il file in formato PDF, che da oggi sarà anche disponibile sulla sezione di libero accesso del sito internet di Federfarma, può essere stampato in formato A4, sia fronte retro sia su due pagine separate.

 
 

 

 

di Rossella Gemma

Con la notizia del primo contagio a Hong Kong, l'allarme per il misterioso coronavirus partito dal mercato del pesce e degli animali di Wuhan a fine dicembre, si allarga. Ieri si è tenuta una seduta straordinaria dell'Organizzazione Mondiale della Sanità e anche la task force operativa del ministero della Salute, mentre gli esperti di tutto il mondo si interrogano sul pericolo che il virus possa uscire dalla Cina. Per evitare lo 'sbarco' del nuovo coronavirus cinese in Italia "occorre predisporre sistemi di monitoraggio per i flussi di passeggeri che arrivano dalle aree geografiche potenzialmente a rischio, allertando la rete locale nazionale di centri di diagnosi precoce senza tuttavia generare ansia e preoccupazione presso la popolazione, soprattutto quella più esposta a fenomeni respiratori". E' il monito di Pierangelo Clerici, presidente dell'Associazione microbiologi clinici italiani (Amcli).

 E’ invece, il virologo Roberto Burioni sul suo sito 'Medical Facts', ad avere qualche perplessità sulla corretta gestione dell’epidemia da parte del regime cinese.  "Questa notte c'è stata una conferenza stampa da parte delle autorità cinesi, dove in mezzo a molte affermazioni autocelebrative saltano fuori alcuni numeri: il primo, 400 casi complessivi, lo trovo surreale. Non è un numero a mio giudizio minimamente credibile. Il secondo, nove morti, è invece molto preoccupante. Non sappiamo se i pazienti deceduti stavano già male o se erano persone sane. In ogni caso non è una bella notizia".  "Sarebbe importante capire se quello che stanno facendo le autorità cinesi è adeguato - avverte Burioni - ma dal trascritto della conferenza stampa si legge che in tutta la regione di Wuhan stanno usando - per undici milioni di persone - trentacinque termometri, che non mi pare particolarmente consolante. Spero di avere capito male o che la traduzione sia poco corretta, ma non sono in grado di approfondirlo".

 In merito al nuovo agente patogeno 2019-nCoV, "isolato in tempi rapidissimi grazie all'esperienza maturata durante le epidemie di Sars (sindrome respiratoria acuta grave), influenza aviaria e Mers (sindrome respiratoria mediorientale", si tratta di "un betacoronavirus molto simile a quello della Sars - precisano gli esperti - Per identificarlo sono stati utilizzati metodi vecchi e nuovi, e un team di scienziati cinesi, coadiuvato dall'Oms, ha isolato e coltivato il virus e ha ottenuto e messo a disposizione della comunità scientifica la sequenza dell'intero genoma. Grazie a un lavoro di squadra che ha coinvolto i maggiori esperti mondiali, è stato messo a punto un protocollo diagnostico specifico in real time Rt-Pcr, per il quale è in corso la validazione della metodica presso i laboratori internazionali di riferimento e che ha già permesso di evidenziare casi in anche fuori dal territorio cinese".

 

di Rossella Gemma

L'antibioticoresistenza è oggi più che mai una minaccia concreta, che esige una risposta di contrasto immediata. Il nuovo allerta arriva dall'Organizzazione mondiale della sanità (Oms): il tempo a disposizione per evitare conseguenze catastrofiche in termini di salute pubblica sta per scadere e gli Stati, insieme all'industria farmaceutica, avverte l'Oms, devono investire di più e subito nella ricerca di nuovi antibiotici.

"Mai la minaccia dell'antibioticoresistenza è stata più immediata ed il bisogno di soluzioni più urgente", afferma il direttore generale dell'Oms, Tedros Adhanom Ghebreyesus, avvertendo che il "declino degli investimenti privati e la mancanza di innovazione nello sviluppo di nuovi antibiotici sta minando gli sforzi per combattere le infezioni resistenti'. E' necessario - rileva - che i Paesi e l'industria farmaceutica intensifichino gli sforzi e contribuiscano con fondi sostenibili e nuovi farmaci". La gravità della situazione è confermata dai due ultimi rapporti in materia pubblicati appunto dall'Oms: i 60 nuovi prodotti in sviluppo (50 antibiotici e 10 farmaci biologici), si evidenzia nei due studi, "aggiungono un ridotto beneficio rispetto ai farmaci esistenti, e sono pochissimi quelli indirizzati contro i batteri resistenti piu' critici, come i gram-negativi". In particolare, dei 50 antibiotici in sviluppo, 32 sono mirati ai patogeni piu' pericolosi secondo l'Oms ma con benefici limitati rispetto agli antibiotici attuali. Due tra questi, inoltre, sono attivi contro i batteri gram-negativi multiresistenti che "si stanno diffondendo rapidamente e - afferma l'Oms - richiedono soluzioni urgenti".  Ed ancora: i due rapporti evidenziano anche una "preoccupante" riduzione di attivita' nella ricerca contro la proteina multiresistente NDM-1 (New Delhi metallobeta-lactamase 1), con soli tre antibiotici in sviluppo. NDM 1 rende i batteri resistenti a molti antibiotici, inclusi quelli della famiglia dei carbapenemici che oggi rappresentano l'ultima linea nella difesa contro le infezioni da batteri antibiotico-resistenti. 

I reports dell'Oms evidenziano inoltre come la ricerca e lo sviluppo di nuovi antibiotici siano condotti principalmente da aziende medio-piccole, mentre le aziende farmaceutiche piu' grandi continuano ad abbandonare il campo. Sono 12, spiega l'Oms, le classi di batteri (piu' il bacillo della tubercolosi) che rappresentano un rischio crescente per la salute umana, poiche' sono resistenti alla maggioranza dei trattamenti oggi disponibili. Allo studio in fase pre-clinica, poi, ci sono altri 252 agenti, ma gli studi sono in fase iniziale e lo scenario piu' ottimista prevede che al massimo 5 di tali farmaci possano essere resi disponibili in circa 10 anni. L'Oms punta comunque a rendere disponibili per i cittadini 5 nuovi antibiotici entro il 2025. E' "importante focalizzare gli investimenti pubblici e privati sull'antibioticoresistenza perche' stiamo per esaurire le opzioni, ma dobbiamo anche assicurare che, una volta messi a punto - conclude Hanan Balkhy, responsabile Oms per la resistenza antimicrobica - i nuovi trattamenti siano disponibili per tutti coloro che ne hanno bisogno".