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Per il ciclo di eventi “Malattia e Cura nella Letteratura Italiana del Novecento” - serie di incontri culturali sul tema della malattia e della cura negli scritti di Giuseppe Bonaviri, Tommaso Landolfi, Giuseppe Neri e Pier Paolo Pasolini, L’Ordine presenta:

Tommaso Landolfi - La malattia, componente narrativa nell’opera di Landolfi e metafora che esplora la fragilità umana.

"Un dandy che frequentava Dylan dog". Tommaso Landolfi, geniale "minore" della letteratura italiana: sulfureo, elegante, funereo.

 

Relatore: Filippo La Porta

Moderatore: Luigi Gallo

 

Mercoledì 3 dicembre 2025 - ore 18:00

Biblioteca Diocesana

Via don Giuseppe Morosini - Ferentino

 

 

Tommaso Landolfi nacque a Pico, un paesino di campagna situato al secolo nell'allora provincia di Terra di Lavoro (confluito poi, nel 1927, nella neocostituita provincia di Frosinone), il 9 agosto del 1908, figlio di Pasquale Landolfi, un proprietario terriero appartenente ad una famiglia aristocratica, tra le più antiche della zona e per lungo tempo fedele alla dinastia dei Borbone (Landolfi stesso amava definirsi un «rappresentante genuino della gloriosa nobiltà meridionale»), e di Maria Gemma Nigro, detta Ida. Era ateo.

Nel 1932 conseguì la laurea in Lingua e letteratura russa presso l'Università degli Studi di Firenze, discutendo una tesi sulla poetessa Anna Andreevna Achmatova. Nel capoluogo toscano, collabora a diverse riviste letterarie, quali Letteratura e Campo di Marte.

Anche se poco noto al grande pubblico, complice la lingua estremamente ricercata e barocca e la prosa caratterizzata da uno spiccato sperimentalismo linguistico, per certi versi assimilabile alla poetica del Surrealismo, ma anche una sua certa distanza dalle tendenze letterarie italiane, sia prima, sia dopo la seconda guerra mondiale, è considerato uno degli scrittori italiani di maggior rilievo del Novecento.

I suoi racconti, secondo Arnaldo Bocelli, «sono, propriamente, fantasie, composizioni, capricci in senso tra musicale e pittorico, nei quali l'estro, l'umore si accompagnano ad una strenua casistica e i motivi lirici nascono da una riflessione critica del reale, da un gusto formatosi all'incrocio di diverse letterature».

Allegati:
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