di Rossella Gemma

Costante idratazione, corretta alimentazione, adeguata esposizione al caldo, una possibile rimodulazione delle terapie a base di farmaci anti-ipertensivi e diuretici, particolare attenzione al mare e in montagna. Sono questi i principali consigli stilati dalla Siprec, Società Italiana per la Prevenzione Cardiovascolare, per affrontare al meglio le ondate di calore.

“Chi prende farmaci anti-ipertensivi o diuretici, in accordo con il proprio medico, può necessitare di una riduzione dei dosaggi o una temporanea sospensione. Indispensabili poi una buona idratazione quotidiana, adeguato apporto di elettroliti attraverso un’alimentazione basata su frutta e verdure che contengano potassio, calcio, magnesio” sottolinea il Prof. Massimo Volpe, Presidente SIPREC.

La SIPREC ha anche promosso lo sviluppo di un’app “Heart way”, per essere vicini anche a distanza a chi ha problemi di cuore. “Questo progetto di telemedicina - spiega Volpe - persegue l’obiettivo primario di controllare i principali fattori di rischio: pressione arteriosa e colesterolemia. Poi ci sono altre finalità non meno importanti, come l’incentivo a un’attività fisica quotidiana del paziente, l’aderenza alle terapie, un corretto stile di vita anche dal punto di vista dell’alimentazione, una definizione del profilo di rischio, l’analisi del peso corporeo e la definizione di altri parametri che possono essere misurati dal paziente”.

E l’allarme per le ondate di calore e gli sbalzi termici, arriva anche dai neurologi. "I cosiddetti acciacchi prodotti dalle violenti escursioni termiche non sono solo legati al passaggio dal caldo al fresco, ma anche al fenomeno dell'evaporazione del sudore che è un meccanismo rinfrescante fisiologico", spiega Piero Barbanti, responsabile dell'Unità per la cura e la ricerca sulle cefalee e il dolore dell'Irccs San Raffaele di Roma, chiarendo i vari fattori alla base di questi malanni di stagione.

Prevenire è sempre meglio che curare, anche perché il mal di testa martellante è in agguato in queste situazioni. Il nesso con il condizionatore persiste, ma le ragioni fisiologiche mutano: "L'emicrania e la cefalea di tipo tensivo non dipendono dal grado di contrazione muscolare - chiarisce Barbanti - Passa attraverso le suture delle ossa del cranio, dove emergono sottili filuzzi nervosi riconducibili al trigemino, fenomeno assimilabile al passaggio dei fili d'erba attraverso il manto stradale. Queste terminazioni trigeminali sono per definizione ipersensibili nei soggetti emicranici e facilmente attivabili dagli sbalzi termici". "Ai soggetti predisposti conviene quindi indossare un cappello morbido e leggero sia quando sono esposti al caldo intenso che quando soggiornano al fresco dell'aria condizionata. Una volta che si sono acclimatati, però, possono ovviamente toglierlo senza alcun timore", conclude Barbanti.