di Rossella Gemma

Dopo le polemiche sulla ‘vigile attesa’ in caso di tampone positivo al Covid-19, il ministero della Salute emana la nuova circolare 'Gestione domiciliare dei pazienti con infezione da SarsCov2’ aggiornando le linee guida ferme alla circolare dello scorso novembre.
Confermato il 'no' ai supplementi vitaminici e all'idrossiclorochina, oltre che agli antibiotici che ‘vanno utilizzati solo in casi particolari’. Inoltre, fondamentale rimane il monitoraggio della saturazione dell'ossigeno: sotto il 92% va valutato il ricovero e/o l’ossigenoterapia a casa. Nelle fasi precoci di malattia, i medici di base possono indicare l'uso di monoclonali ed il paziente va indirizzato rapidamente ai centri regionali abilitati alla prescrizione. La circolare esplicita il concetto di "vigile attesa" nei soggetti a domicilio asintomatici o paucisintomatici, indicando che si tratta di una sorveglianza clinica attiva, con costante monitoraggio dei parametri vitali e delle condizioni cliniche del paziente. Tra le indicazioni si introduce, dunque, la valutazione sui pazienti da indirizzare nelle strutture di riferimento per il trattamento con anticorpi monoclonali. E' raccomandato il trattamento nell'ambito di una struttura ospedaliera o contesto che consenta una pronta ed appropriata gestione di eventuali reazioni avverse gravi. Il trattamento deve essere iniziato entro dieci giorni dall'inizio dei sintomi. L'eventuale utilizzo di antibiotici è da riservare esclusivamente ai casi nei quali l'infezione batterica sia stata dimostrata da un esame microbiologico. Vengono introdotte indicazioni per i bambini: in quelli asintomatici non occorre somministrare alcun farmaco, mentre in quelli che accusano sintomi simil-influenzali è consigliabile, in caso di necessità, somministrare terapia con Paracetamolo o Ibuprofene. E' raro che debbano essere assunti antibiotici, mentre i cortisonici non vanno somministrati.