di Rossella Gemma

C'e' il rischio concreto, numeri alla mano, che chi non rientra nel target prioritario per la vaccinazione antinfluenzale (anziani e persone con malattie croniche) non riuscira' a trovare il vaccino in farmacia, malgrado la circolare del ministero del 4 giugno lo raccomandi "per tutti i soggetti a partire dai 6 mesi di eta' che non hanno controindicazioni al vaccino", con offerta attiva e gratuita per alcune categorie di popolazione a rischio. Lo sottolinea la Fondazione Gimbe, che ha condotto un'analisi della situazione regione per regione in base ai dati disponibili. "La vaccinazione antinfluenzale - afferma Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione Gimbe - oltre a ridurre le complicanze dell'influenza stagionale e contenere l'eccesso di mortalita', quest'anno ha un obiettivo strategico di salute pubblica: ridurre il numero di persone sintomatiche che rischiano di sovraccaricare i servizi sanitari territoriali e i pronto soccorso. Questo obiettivo, tuttavia, richiede una copertura vaccinale molto ampia anche nelle fasce non a rischio che, di fatto, includono la maggior parte dei lavoratori ai quali e' affidata la ripresa economica del Paese". A fronte delle preoccupazioni sull'indisponibilita' di vaccino antinfluenzale nelle farmacie, l'Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA) ha rassicurato che oltre 17 milioni di dosi acquistate dalle Regioni rispondono ampiamente al fabbisogno, visto che nella stagione precedente ne sono state distribuite 12,5 milioni con una copertura del 54,6% negli over 65. "Se questo aumento delle scorte - spiega Cartabellotta - permettera' di estendere le coperture vaccinali nelle categorie a rischio, e' molto difficile stimare l'incremento di domanda della popolazione generale, maggiormente sensibilizzata alla vaccinazione anche dei datori di lavoro, preoccupati che lo sviluppo di sintomi influenzali da parte dei loro dipendenti possa paralizzare le attivita' produttive". Al momento le Regioni hanno ceduto alle farmacie l'1,5% delle dosi acquistate (circa 250.000), prevedendo di ampliare tale dotazione se nel corso della campagna dovessero rendersi disponibili altre dosi. Federfarma ha annunciato che nelle farmacie arriveranno dall'estero oltre un milione di dosi. "La Fondazione GIMBE - spiega Renata Gili, coordinatrice del progetto di monitoraggio dell'influenza stagionale - ha condotto un'analisi indipendente con l'obiettivo di mappare le scorte regionali di vaccino antinfluenzale, valutare la potenziale copertura per le categorie a rischio e stimare la disponibilita' di dosi per la popolazione generale".

In base al report, 7 Regioni e 2 Province autonome, con le scorte disponibili, possono raggiungere coperture inferiori al 75% della popolazione target per eta': Provincia autonoma di Trento (70,2%), Piemonte (67,9%), Lombardia (66,3%), Umbria (61,9%), Molise (57,1%), Valle d'Aosta (51,5%), Abruzzo (49%), Provincia autonoma di Bolzano (38,3%), Basilicata (29%). 12 Regioni si sono aggiudicate un quantitativo adeguato di dosi per raggiungere la copertura del 75% della popolazione target per eta'. Ma la disponibilita' di dosi residue per la popolazione non a rischio e' molto variabile: Puglia (1.084.634), Lazio (926.291), Sicilia (256.796), Toscana (225.661), Campania (217.252), Calabria (100.273), Sardegna (96.113), Veneto (49.712), Liguria (38.501), Emilia-Romagna (9.980), Friuli-Venezia Giulia (5.218), Marche (5.022). Considerato  che diverse Regioni si sono attivate per recuperare dosi ulteriori di vaccino non si puo' escludere che le disponibilita' possano aumentare in relazione a: applicazione del quinto d'obbligo con incremento sino al 20% del numero di dosi aggiudicate, procedure negoziate senza pubblicazione di bando o condotte in privativa (concluse o in corso), eventuali dosi approvvigionate e redistribuite dal Ministero della Salute. Inoltre, e' verosimile una sovrastima delle dosi residue perche' la copertura del 75% e' stata calcolata solo sul target anagrafico, vista l'impossibilita' di quantificare le altre categorie a rischio: persone di eta' (60 anni con patologie croniche, donne in gravidanza, operatori sanitari e altri lavoratori a rischio, etc. "L'esigua disponibilita' di vaccino antinfluenzale nelle farmacie - spiega il Presidente - e' riconducibile ad almeno tre determinanti. Innanzitutto, Ministero della Salute e la maggior parte delle Regioni non hanno previsto con largo anticipo la necessita' di aumentare le scorte per la popolazione non a rischio. In secondo luogo, l'aumentata domanda sui mercati internazionali, insieme al ritardo con cui sono stati indetti i bandi di gara, ha impedito ad alcune Regioni di aggiudicarsi il 100% delle dosi richieste. Infine, le farmacie non sono riuscite ad approvvigionarsi per mancata disponibilita' del vaccino sul mercato". "La nostra analisi - conclude Cartabellotta - quantifica le difficolta' di accesso per la popolazione generale al vaccino antinfluenzale. In molte Regioni, infatti, solo la decisione di escludere una o piu' categorie a rischio (es. bambini) dall'offerta attiva e gratuita o quella di accontentarsi di un target inferiore al 75%, permettera' di aumentare la disponibilita' di dosi nelle farmacie".