di Rossella Gemma

Sì definitivo del Governo al Patto per la Salute, che era stato approvato ieri mattina all'unanimità dalla Conferenza delle Regioni e portato poi nel pomeriggio alla Stato-Regioni convocata dal ministro per gli Affari regionali Francesco Boccia. Ad annunciarlo, esprimendo la sua "grande soddisfazione", è il ministro della Salute Roberto Speranza, che sottolinea “Il Paese è più unito e vuole investire nuovamente, con tutta l'energia possibile, nel comparto salute. Penso che questa sia la scelta giusta: grande unità e grande coesione tra lo Stato, il Governo e le Regioni. Proviamo ad investire con vigore: lo facciamo con 2 miliardi di euro in più quest'anno è 1,5 miliardi il prossimo".

Ma "abbiamo un obiettivo molto più ambizioso da qui alla fine della legislatura” aggiunge il ministro. “Affrontiamo alcuni nodi fondamentali, a partire da quelli del personale, per provare a dare più forza al nostro servizio sanitario nazionale. Oggi, si è scritta una bella pagina di dialogo tra le istituzioni e di collaborazione istituzionale e il servizio sanitario è più forte".

Poi, una promessa. "Proveremo sempre a migliorare ancora di più il nostro servizio sanitario nazionale, ogni giorno. Dobbiamo investire e mettere ancora più risorse, favorire l'accesso di nuove energie e di capitale umano, dobbiamo investire sulla sanità digitale, sulla ricerca che va valorizzata". Speranza osserva che "quando si parla di salute delle persone, non c'è mai un punto di arrivo ma sempre un nuovo punto di partenza. Questa approvazione del Patto per la Salute è un fatto positivo e rilevante ma è anche esso un punto di partenza per costruire una sanità più in grado di rispondere alle domande dei cittadini".

Una risposta, conclude il ministro, "anche per contrastare l'eccessiva mobilità che costringe spesso i cittadini del Sud a recarsi nelle regioni del Nord. Investiremo il più possibile per rafforzare i presidi sanitari e i nostri ospedali nel Mezzogiorno", assicura Speranza.

E non si è fatto attendere l’apprezzamento per la decisione della Conferenza delle Regioni da parte del segretario generale di Cittadinanzattiva, Antonio Gaudioso dopo l’appello rivolto alle Regioni nei giorni scorsi.

“Esprimiamo soddisfazione perché le Regioni hanno accolto l’appello rivolto dalla nostra organizzazione insieme a decine di realtà del mondo civico sottoscrivendo il Patto per la Salute e evitando così il rischio di vedere sfumare 3,5 miliardi di nuove risorse”. “Sono tre i punti fondamentali contenuti nel testo per garantire l’esigibilità dei diritti di salute dei cittadini e per salvaguardare i principi cardine del Servizio Sanitario Nazionale”.

“Tra gli elementi importanti, la previsione di linee guida per migliorare la comunicazione, la trasparenza e il coinvolgimento dei cittadini in ambito sanitario. È stata infatti da noi più volte avanzata – aggiunge Gaudioso -  la necessità di ridare centralità alla partecipazione dei cittadini, anche attraverso la condivisione di una Matrice specifica per la messa a punto di processi partecipativi di qualità ed efficaci. In secondo luogo, il Patto punta a promuovere una maggiore omogeneità ed accessibilità dell’assistenza sanitaria e sociosanitaria a livello territoriale. Chiediamo che si avvii subito il lavoro sulla definizione di un modello di riferimento per i servizi territoriali perché è la sfida centrale del SSN su cui si gioca una concreta ed efficace lotta alle disuguaglianze in ambito sanitario. In terzo luogo, un significativo traguardo del nuovo Patto è previsto nel superamento di una logica ottusa e limitante dei tetti di spesa, a cominciare dalle risorse per il personale, per le quali è previsto un incremento della percentuale di spesa dal 5% al 10% nel triennio 2020-2022, con la possibilità di un graduale aumento  sino al 15 per cento”. “Sarà nostro impegno”, ha quindi concluso Gaudioso, “a partire da domani, verificare che il Patto venga poi effettivamente applicato”.