di Rossella Gemma

Trenta giorni di tour che toccheranno 15 città, per un totale di 1800 chilometri percorsi. Sono i  numeri del giro organizzato dai Medici di medicina generale, che toccheranno tutte le piazze d’Italia, per ascoltare i bisogni dei loro assistiti al grido di un hashtag molto chiaro: #adessoBasta. “Se la politica è l’arte del compromesso - dice il segretario generale FIMMG Silvestro Scotti - la medicina, anche e soprattutto quella di famiglia, è l’arte di ascoltare. Per questo, stavolta abbiamo deciso di farci ascoltare, e per farlo di dare vita a ad un vero e proprio tour nelle piazze d’Italia soprattutto dei piccoli paesi, pronti a cercare un ulteriore confronto con i cittadini ed essere sempre più un punto di riferimento di un servizio sanitario di prossimità ad accesso diretto e gratuito. Ricordiamo a tutti che in Italia ci sono 5.498 comuni sotto i 5.000 abitanti, che rappresentano il 69,47% del numero totale dei comuni italiani, dove vivono circa 10 milioni di cittadini ai quali va offerto, considerando una maggiore distanza da un'offerta di secondo livello specialistico, un servizio di cure primarie competitivo ed efficiente, partendo dalle unità elementari che noi chiamiamo micro-équipe, che possono migliorare anche l’efficienza del SSN nelle aree a maggiore densità di popolazione diventando il mattone costituente di forme più complesse di cure primarie”.

Lo scenario che si stenta a far comprendere è quello di un paese nel quale si registra un rapido e costante invecchiamento della popolazione, con l’esigenza di offrire risposte adeguate sul tema delle cronicità che hanno come fondamentali per l’assistenza di una tale popolazione la prossimità e la domiciliarità.

“Constatiamo con rammarico che le proposte portate avanti dalla nostra Federazione per sviluppare e migliorare l’organizzazione dell’assistenza sul territorio - prosegue Scotti – sono state scarsamente prese in considerazione e riteniamo che in piazza con noi ci affiancassero gli amministratori locali a cui illustrarle insieme ai loro cittadini, in modo da farne quasi una petizione popolare senza colori politici poiché riteniamo la tutela della salute e l’SSN fuori da questa disputa. Ancor più se parliamo di realtà territoriali distanti dalle grandi metropoli, dove spostarsi non è sempre facile e gli ospedali più vicini sono a kilometri e kilometri di distanza”.

Scotti ricorda con disappunto che a tantissimi medici manca il supporto di altre figure professionali che possano cioè aiutarli a gestire tutte quelle funzioni, spesso non mediche, che non gli permettono, se non con grande sacrificio, di prendersi cura dei pazienti e offrire loro un’assistenza migliore.

Il tour #adessoBasta ha preso il via ieri da Biella per poi toccare tutte le principali piazze d’Italia e spera di incontrare una rappresentanza dei 10 milioni di cittadini. Si distribuiranno i volantini con le ragioni di #adessobasta, hashtag che è stato tradotto in tutti i dialetti proprio per ricordare la territorialità e l’appartenenza alle comunità locali dell’offerta della medicina di famiglia, sarà anche una piazza social con dirette facebook e interviste dei presenti cittadini o amministratori locali e si ricaverà un primo docufilm dell’iniziativa che sarà diffuso durante il Congresso Nazionale della FIMMG di ottobre di quest’anno. Uno sforzo importante sia sotto il profilo economico che logistico, al quale i Medici di Famiglia della FIMMG non hanno voluto rinunciare, convinti che valga la pena combattere questa battaglia di civiltà in difesa di quel diritto alla salute che la costituzione italiana sancisce.