di Rossella Gemma

“Apprendiamo con piacere che il Ministro dell’Istruzione Marco Bussetti ha espresso l’intenzione di aumentare a 8000 il numero delle borse messe a disposizione dallo Stato per le specializzazioni mediche. Sempre ieri l’assessore alla Sanità dell’Emilia Romagna, Sergio Venturi, ha ricordato il paradosso dell’imbuto formativo, per cui non c’è carenza di medici - in quanto molti sono in attesa di entrare nel circuito delle specializzazioni ma non ci riescono perché non ci sono borse sufficienti - e c’è invece carenza di specialisti, esprimendo poi l’intenzione di aumentare le borse erogate dalla sua Regione. Finalmente la Politica prende atto che il problema esiste e si prepara, con buona volontà, a risolverlo. Condividiamo inoltre la preoccupazione del Presidente della Conferenza delle Regioni, Stefano Bonaccini, in merito ai fondi per la sanità, che non devono, per nessuna ragione, essere dirottati su altri obiettivi”.

Questo il commento del Presidente della Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e Odontoiatri (Fnomceo), Filippo Anelli, alle dichiarazioni arrivate ieri, in contesti diversi, dai rappresentanti del Miur e della Regione Emilia Romagna, che non esclude, seppur come extrema ratio, la possibilità di richiamare professionisti in pensione, per far fronte alla carenza di specialisti.

 “La storia ci insegna, tuttavia, che le buone intenzioni, pur essendo un punto di partenza, non bastano -   precisa Anelli -. Occorre, ora, una programmazione precisa ed efficace, volta a definire azioni lungo due direttrici: smaltire l’imbuto formativo, aumentando le borse, aggiungendone diecimila per i medici ivi intrappolati, ed evitare, per il futuro, che lo stesso si formi, assicurando ad ogni medico laureato una borsa”.

“È questo il vero cambiamento che ci attendiamo dalla Politica – conclude -: non ripetiamo gli errori del passato, non ‘tappiamo le falle’ con soluzioni tampone, ma, individuate le criticità, ricostruiamo il sistema in modo tale da utilizzare le risorse nella miglior maniera possibile. I giovani medici ci sono, garantiamo loro la possibilità di specializzarsi e garantiremo un futuro al nostro Servizio Sanitario Nazionale e cure ottimali a tutti i cittadini”.