di Rossella Gemma

Migliora la trasparenza tra i medici. Aumentano infatti i camici bianchi che non hanno timore di rendere pubblici i loro rapporti con aziende di farmaci e dispositivi. In 2 anni il loro numero ha raggiunto quasi quota 30.000, anche se con diversità regionali. E proprio le aziende sanitarie da cui mancano i dati sono quelle in cui sono emersi episodi di malagestione. A renderlo noto è Francesco Bevere, direttore dell'Agenzia per i servizi sanitari regionali (Agenas), intervenuto al convegno "Sanità e malaffare: la corruzione si può combattere", tenutosi nella sala Zuccari del Senato. Dal 2016, l'Agenas ha messo a disposizione la modulistica sulla Dichiarazione pubblica di interessi, che i medici possono, volontariamente, compilare. Questo strumento, previsto dal Piano Nazionale Anticorruzione in Sanità, "consente di individuare comportamenti a rischio da tenere sotto osservazione, quali ad esempio i legami con aziende farmaceutiche o produttrici di dispositivi medici, che escono dall'ordinario''.