float: right; margin: 15px;

di Rossella Gemma

L'epilessia colpisce 500mila italiani, tra uomini e donne, adulti e bambini. Una malattia caratterizzata da crisi improvvise e con effetti devastanti quando le terapie farmacologiche non sono efficaci. Ma adesso per i malati resistenti ai farmaci tradizionali arrivano nuove speranze di cura: alcune sostanze contenute nella cannabis sarebbero in grado di controllare le crisi nei bambini, con risultati promettenti per tutti i pazienti farmacoresistenti: "Il cannabidiolo, come emerge da alcuni studi piu' recenti, si sta dimostrando efficace in pazienti farmacoresistenti per alcune forme piu' gravi di epilessia, con una riduzione della frequenza delle crisi di quasi la meta'. In futuro, in Italia, potrebbe diventare un'alternativa di cura per decine di migliaia di persone", spiega Marilena Vecchi, neuroepilettologa del Dipartimento della Salute della donna e del bambino dell'azienda ospedialiera di Padova, responsabile del Centro di riferimento Nazionale Lice per la Diagnosi e Cura dell'Epilessia infantile. Sara' il convegno 'Update in epilettologia' 2018, che il 9 e 10 febbraio riunira' a Padova, i maggiori esperti, medici e professionisti del settore, l'occasione per approfondire le nuove frontiere di cura contro la malattia. "La terapia farmacologica classica funziona nel 70% dei casi, nel restante 30% i malati vanno indirizzati verso soluzioni alternative, come la chirurgia resettiva e la dieta chetogenica - spiega l'esperta - e risultati promettenti sono stati dimostrati, piu' recentemente, per il cannabidiolo. Gli studi clinici randomizzati e controllati, condotti negli Stati Uniti e in Europa, hanno iniziato a mostrare e confermare l'azione antiepilettica di questa sostanza, contenuta nella cannabis sativa e gia' autorizzata in Italia per gravi patologie. I risultati, pubblicati nel 2017 e 2018, hanno evidenziato la sua efficacia nei pazienti con epilessie farmacoresistenti come la sindrome di Dravet e la sindrome di Lennox Gastaut, due forme di epilessia molto grave associata a disabilita', mostrando oltre che un profilo di sicurezza buono, la riduzione della frequenza delle crisi del 35-40% nel periodo di trattamento rispetto al periodo basale".