di Rossella Gemma

Con 171 sì, 63 no e 19 astenuti l'Aula del Senato ha approvato la conversione in legge del decreto-legge 7 giugno 2017, n. 73, recante disposizioni urgenti in materia di prevenzione vaccinale. Ora il testo passa alla Camera dove e' prevista una riunione della capigruppo per calendarizzare il provvedimento. E' un testo profondamente modificato rispetto all'originale, presentato dal ministro della Salute Lorenzin, quello sull'obbligatorietà dei vaccini per l'iscrizione a scuola che esce dal Senato e va ora al vaglio della Camera. I vaccini obbligatori diventano 10 e non più i 12 inizialmente richiesti: contro polio, difterite, tetano, epatite B, pertosse, emofilo di tipo B, morbillo, parotite, rosolia e varicella. Altre quattro vaccinanzioni (anti-meningococco B e C, anti-pneumococco e anti-rotavirus) vengono attivamente consigliate dalle Asl. Previsto un periodo di tre anni per l'obbligatorietà, al termine dei quali, in base alla situazione sanitaria nazionale, le cose potranno essere riviste. Ridotte le sanzioni ai genitori che non vaccinano, che passano da un minimo di 100 a un massimo di 500 euro (contro i previsti 7.500 euro), a seconda della gravità dell'inadempimento. Via anche tutti i riferimenti alla perdita della patria potestà. Viene inoltre istituita una commissione tecnico-scientifica con il compito di monitorare il sistema di farmacovigilanza e gli eventi avversi per i quali è stata confermata un'associazione con la vaccinazione. Le vaccinazioni saranno richieste anche per operatori sanitari, sociosanitari e scolastici. Per un periodo sperimentale, inoltre, sarà possibile prenotare i vaccini in farmacia. Infine, un emendamento prevede la somministrazione e quindi la produzione di vaccini monovalenti da somministrare a chi è già stato immunizzato da malattia naturale per evitare di ripetere l'inoculazione del vaccino relativo. Con la clausola, però, "nei limiti delle disponibilità del Servizio sanitario nazionale".