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di Rossella Gemma

Rinnovi contrattuali, sblocco del turnover, nuovi Lea, eliminazione superticket e borse di studio per specializzandi. Il fondo sanitario nazionale richiederebbe complessivamente un aumento di 4 miliardi di euro, di cui al momento è confermato solo il miliardo assegnato dalla precedente legislatura. E' la valutazione della Fondazione Gimbe secondo la quale, alla vigilia della discussione sulla Legge di Bilancio 2019, "numerose legittime richieste degli 'attori' della sanità rischiano di rimanere disattese". Al momento, infatti, "le risorse necessarie sembrano - si legge in una nota - ben lontane da quelle che il nuovo esecutivo potrà assicurare alla sanità pubblica per la quale, dopo anni di cocenti delusioni, sono progressivamente maturate grandi aspettative visto che il 'Contratto per il Governo del cambiamento' mette nero su bianco il sospirato rilancio del Servizio sanitario nazionale". "Anche se tutte le istanze di Regioni, professionisti sanitari, organizzazioni civiche e industria - afferma Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione Gimbe - mirano a soddisfare inderogabili necessità per il Ssn, s'impone una dose di sano realismo perché al momento manca un'adeguata copertura finanziaria. Infatti, nonostante l'ardita scelta del Governo di fissare il deficit al 2,4% del Pil, dall'entusiasmo dei due vice-premier non è 'trasudata' alcuna liquidità aggiuntiva per la sanità, per la quale è stata esclusa solo l'ipotesi di nuovi tagli". Per facilitare il confronto tra Governo e Regioni sulle priorità che possono essere realmente finanziate dalla Legge di Bilancio 2019, la Fondazione Gimbe ha messo ordine tra le cifre in ballo, a volte sovrastimate in maniera opportunistica dai singoli stakeholder, a volte divenute oggetto di strumentalizzazione politica. Per quanto riguarda il fondo sanitario nazionale 2019, analizza la Fondazione Gimbe, "rimane quello fissato dalla Legge di Bilancio 2017 così come rideterminato dal Decreto 5 giugno 2017, ovvero a 114,396 miliardi di euro. In altri termini, l'attuale Governo al momento non ha previsto alcun aumento del fondo sanitario nazionale, visto che il miliardo di euro in più rispetto al 2018 era già stato definito dal precedente esecutivo". 

La Fondazione indica le priorità per la sanità nella legge di Bilancio 2019 a partire dai rinnovi contrattuali per i quali servono 1.000 milioni. Una stima, "riportata nel luglio 2018 dal presidente della Commissione salute alla Conferenza Stato Regioni Saitta in audizione presso la Commissione Igiene e Sanità, è inclusiva di quanto recentemente stimato dall'Aran per la dirigenza medica e veterinaria: 560 milioni, di cui 500 per l'aumento del 3,48% degli stipendi pubblici e 60 per garantire l'indennità di esclusività della massa salariale. Per i fondi contrattuali per il trattamento economico accessorio della dirigenza nel 2019 sono disponibili 30 milioni, dei 437 milioni totali stanziati dalla legge di Bilancio 2018 sino al 2026". Per lo sblocco turnover servono poi 1.100 milioni. E ancora: servono 40 milioni di euro per le borse di studio per il corso di formazione specifica in medicina generale. Soldi già assegnati dal fondo sanitario, secondo quanto dichiarato dalla ministra Giulia Grillo, per finanziare insieme alle Regioni 840 borse aggiuntive per un totale di 2.093. Per le borse di studio per le scuole di specializzazione, continua l'analisi della Fondazione Gimbe, occorrono 250-300 milioni. Mentre per i nuovi Lea sono necessari 800/1.600 milioni. "La prima stima - spiega la nota Gimbe - è della relazione tecnica che ha dato il via libera alla 'bollinatura del testo del Dpcm sui nuovi lea da parte della Ragioneria Generale dello Stato; la seconda è della Conferenza delle Regioni che ritiene insufficiente tale copertura perché contabilizza potenziali risparmi". Per l'elIminazione del superticket occorrono invece 350 milioni di euro. Secondo quanto riportato dalla Corte dei Conti nel Rapporto sul Coordinamento della Finanza Pubblica 2018, il superticket nel 2017 ha 'pesato' per 413,7 milioni di euro, da cui sono stati decurtati nella stima i 60 milioni di euro già stanziati dalla legge di Bilancio 2018, ma non ancora utilizzati per mancato accordo sulla bozza di decreto da parte della Conferenza delle Regioni e province autonome. Peraltro, la stima potrebbe essere sovrastimata perché alcune Regioni nel corso del 2018 hanno già deliberato la sua eliminazione parziale o totale.

E ancora. La ristrutturazione edilizia e ammodernamento tecnologico necessita di 32.000 milioni. La stima complessiva è riportata dalla Corte dei Conti nella Deliberazione 9 marzo 2018 'L'attuazione del programma straordinario per la ristrutturazione edilizia l'ammodernamento tecnologico del patrimonio sanitario'. Per il residuo pay-back farmaceutico 2013-2016 servono circa 920 milioni. L'importo, quasi interamente contabilizzato come entrata nel bilancio dello Stato, è attualmente oggetto di contenzioso e potrebbe, seppur in parte, trasformarsi in una voce di passività per la finanza pubblica. Escludendo i potenziali effetti del contenzioso sul pay-back, oltre che ristrutturazione edilizia e ammodernamento tecnologico che richiedono un piano pluriennale di investimenti che non possono gravare sul fondo sanitario, e stimando realisticamente in 1.200 milioni l'impatto dei nuovi lea per sbloccare i nomenclatori tariffari, la cifra necessaria per il fondo sanitario 2019 raggiunge così i 4 miliardi. "Una simile disponibilità di risorse nel 2019 - commenta Cartabellotta - è assolutamente irrealistica nonostante l'impegno della ministra Grillo a reperire altri fondi, la sua determinazione a non farsi 'commissariare dal Mef' e la possibilità di recuperare ulteriori risorse dal disinvestimento da sprechi e inefficienze. Infatti la sanità, al momento, non rappresenta affatto una priorità per Di Maio e Salvini. Per verificare se il rilancio del Ssn è realmente una priorità politica del Governo per il cambiamento - conclude il presidente della Fondazione - due sono le cartine al tornasole: la legge di Bilancio 2019 dovrà comunque destinare per il triennio 2019-2021 le risorse necessarie alle priorità sopra riportate e alla nota di aggiornamento del Def 2018 (non ancora pervenuta) spetta sancire documentare l'inversione di tendenza del rapporto spesa sanitaria/Pil. Se così non fosse, il 23 dicembre invece di festeggiare il 40esimo compleanno del Ssn, prepariamoci serenamente a intonarne il requiem".